Bonomo

Bonobo. (Congo).

Il Bonobo, meglio noto come scimpanzè pigmeo, era ritenuto un tempo una semplice sottospecie del suo più grosso parente.
Da un punto di vista fisico, il Bonobo è molto simile allo scimpanzè, anche se un po’ meno robusto.
Da un punto di vista comportamentale, invece, non potrebbe essere più diverso e l’atteggiamento pacifico, accomodante e dionisiaco del Bonobo fa sembrare gli scimpanzè comuni come un branco di teppisti attaccabrighe.

 

 

 

Le poche migliaia di bonobo sopravissuti abitano le foreste del l’ex Zaire, oggi, Repubblica Democratica del Congo, separati dagli scimpanzè dal maestoso fiume Congo.
Questa barriera naturale, che nessuna scimmia è in grado di superare, ha impedito a queste due specie d’incontrarsi, anche , se, per assurdo, potrebbero sentire i reciproci richiami dall’altra parte del fiume.
Questo isolamento ha permesso agli antenati del bonobo di evolversi in maniera leggermente diversa dagli scimpanzè.
Grazie a un processo chiamato neotenia, in virtù del quale gli adulti si mantengono le stesse caratteristiche giovanili, questi primati hanno sviluppato un fisico più esile e snello.
Gli esemplari odierni diretti presentano spalle più strette, collo più sottile, testa e orecchie più piccole, narici più dilatate e arcate sopraccigliari meno prominenti di quelle degli scimpanzè.
Inoltre, le mammelle delle femmine sono più arrotondate.

I bonomo hanno sviluppato anche una personalità più giocherellona e cooperativa degli scimpanzé.
Oltre che per la riproduzione, essi hanno cominciato a usare l’atto sessuale in modo piacevole, giocoso, come un mezzo per rafforzare i legami sociali del gruppo.
E poi, hanno un diverso comportamento competitivo.
Un tipico maschio giovane di scimpanzé, procedendo verso l’età adulta, incomincia a vessare i maschi più giovani, a litigare ad alta voce con i più anziani e a dominare tutte le femmine che lo circondano.

 

 

La società degli scimpanzè è essenzialmente patriarcale.
Al contrario, quella dei bonobo è matriarcale: le femmine di bonobo lavorano in gruppo per tenere i maschi al loro posto.
Questa differenza di organizzazione sociale è probabilmente da collegare all’assenza di gorilla a sud del fiume Congo.

A nord del Congo, i gorilla manopolizzano gran parte della vegetazione disponibile al suolo e gli scimpanzé si affidano perciò agli alberi per il loro sostentamento.
Per raccogliere abbastanza cibo, in un mondo dominato da branchi di maschi più grossi e aggressivi, le femmine devono sparpagliarsi almeno secondo una certa teoria.
A sud del fiume Congo, i bonobo, in assenza di gorilla e scimpanzè, hanno a disposizione sia il cibo sugli alberi sia quelli al suolo, perciò le femmine non devono dividersi per andare alla ricerca di cibo e questo può essere uno dei fattori che permette loro di formare alleanze contro il predominio maschile.
Questo significa inoltre, che, rispetto agli scimpanzé. i bonobo trascorrono molto più tempo al suolo, dove è più agevole compiere atti sessuali.
Del resto i bonobo usano il comportamento sessuale per appianare le discussioni. (fate l’amore non fate la guerra).

 

Un altro fattore è l’infanticidio, che i maschi di scimpanzé usano come arma per propagare i loro geni, ma che è praticamente sconosciuto nella società matriarcale dei bonobo.
Trascorrere lunghi periodi al suolo permette ai bonobo di formare vasti gruppi sociali, all’interno dei quali sarebbe impossibile mantenere la posizione di maschio alfadominante.
Sono state osservate comunità di 50-200 bonobo che vivono in gruppo, anche se in gran parte dei casi questi gruppi sono suddivisi in squadre di procacciamento del cibo.
Il lungo tempo trascorso al suolo potrebbe anche spiegare perché i bonobo hanno gambe relativamente più lunghe rispetto agli scimpanzé: in effetti, si stanno trasformando lentamente in bipedi, proprio come i primi uomini apparsi sulla terra.
Gli ultimi studi effettuati sui bonobo allo stato selvatico hanno rilevato, infatti, che essi trascorrono fino al 25% del loro tempo in posizione eretta quando sono al suolo.
Questo fatto li rende i più umani dei nostri parenti primati.