Culto degli antenati: Maschere Egungun.

“L’essenza della comunicazione passa attraverso gli occhi.
(proverbio yoruba, Nigeria)

Il culto egungun nasce nel regno yoruba di Oyo per poi diffondersi anche al di fuori a seguito delle migrazioni seguite alla sua caduta.
Un tempo le maschere egungun più potenti avevano il compito di uccidere le streghe e presenziavano all’esecuzione dei re condannati amorte.
Ogni anno si tengono dei festival in onore degli antenati che hanno luogo sia all’interno delle concessioni familiari che nei luoghi pubblici.
Ogni lignaggio possiede una maschera che è quella dell’antenato fondatore ma possono esserci anche altre maschere in relazione a particolari segmenti del lignaggio o individui, le cui storie vengono così rappresentate e incorporate all’interno del gruppo.

Un individuo può scoprire attraverso la divinazione che un parente deceduto richiede la fabbricazione di una maschera le cui forme saranno poi decise insieme, dall’indovino, dal propietario della maschera e dall’artista.
Dopo che l’erborista via ha inserito la “medicina” la maschera viene condotta dal capo del culto che la consacra e quindi, scortata dalle donne, va a fare visita a tutte le donne maritate che risiedono altrove.
La creazione della maschera egengun proprio per il lavoro collettivo che richiede, esprime la potenza socializzante dell’antenato all’interno del gruppo di parentela e ne rafforza l’unità.

      
Il costume a sacco a double face delle maschere egengun consente loro di effettuare spettacolari trasformazioni durante la danza sottolineando che “le cose non sono mai come sembrano”.
Il moto vorticoso della maschera gonfia il tessuto e ci mostra come l’estetica della maschera non possa essere disgiunta dalla sua performance: infatti è solo nella danza, nel movimento che le fa acquisire forme nuove e  inaspettate che possiamo averne un’esperienza piena.
L’estetica della maschera è di tipo multisensoriale e non può essere quindi disgiunta dai canti e dalla musica che l’accompagnano.
Le maschere engungun mostrano la potenza degli antenati e la riconoscenza dei discendenti che le tengono in vita.