Movie Time

 

Il film della settimana

Coco Avant Chanel

Coco avant Chanel – L’amore prima del mito è un film del 2009 diretto da Anne Fontaine, tratto dal romanzo di Edmonde Charles-Roux L’Irrégulièreou mon Itinéraire Chanel del 1974.
Ambientata nel cuore della Francia, la storia racconta di Coco Chanel, a partire dalle umili origini come sarta, fino alle vette della moda parigina. Nel 1893 Gabrielle Chanel (Audrey Tautou) è una bambina che in seguito alla morte della madre vive in un orfanotrofio con la sorella Andrein. Ogni domenica aspettano la visita del padre, che però non arriva mai. Così le due ragazzine passano l’adolescenza in un clima triste, ma imparano quello che farà la differenza nella loro vita senza aspettative: l’arte del cucire.
Passano gli anni. Non troppo lontano da Parigi, una Coco appena ventenne sbarca il lunario cantando di notte in piccoli cabaret per soldati ubriachi e di giorno lavora insieme alla sorella come sartina. A un certo punto le loro strade si dividono: Coco vuole cambiare vita e accetta compromessi che portano il suo animo ribelle e anticonformista a cercare di crearsi un suo spazio. Inventa un nuovo stile, usa le forbici con maestria, cuce, rimodella il taglio antico assecondando la sua creatività. Così ha inizio una strada costellata di vittorie…

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Tracks attraverso il deserto

 

Robyn Davidson ha venticinque anni e un progetto folle: attraversare a piedi il deserto centrale australiano, da sola. Da Alice Springs all’Oceano Indiano, camminerà per 2700 kilometri, in compagnia di tre cammelli e del suo cane Diggity. Dopo un paio d’anni di preparazione, passati a prendere confidenza con gli animali e ad indurirsi i piedi in vista della fatica, e dopo i saluti alla famiglia e ai pochi amici, nel 1977 Robyn dice no all’inazione e alla mancanza di concretezza che guida le vite di tanti suoi coetanei e muove i primi solitari passi, con la sponsorizzazione del National Geographic e l’accordo di incontrare periodicamente lungo la strada il fotografo Rick Smolan, per permettergli di documentare l’epica impresa.
Il regista John Curran, americano trasferitosi in Australia all’età del viaggio della protagonista, ispirandosi al reportage della Davidson sulla rivista internazionale e al bestseller che ne è seguito, spinge Mia Wasikowska “into the wild”, convinto, a ragione, che quell’esperienza di solitudine estrema possa avere ancora -e di più- un impatto significativo oggi, nel tempo della connessione perpetua e della socialità virtuale.

La vera storia di Robyn Davidson

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Wild

Nell’America degli anni ’90 una ragazza rimasta sola con il proprio fratello dopo la morte improvvisa della madre (dal padre si erano allontanati anniprima per eccesso di violenza) e la fine del proprio matrimonio, chiusa nella dipendenza dall’eroina decide di affrontare il Pacific Crest Trail a piedi, più di 1.600 Km in totale solitudine macinati in più di due mesi. In questo periodo ripensa a quello che le è successo e che è determinata a superare con un’impresa che pare superiore alle sue forze.
Tratto dal libro scritto dalla stessa protagonista “Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita” e adattato da Nick Hornby per il grande schermo, il nuovo film di Jean-Marc Vallée non si distanzia molto dal precedente, Dallas Buyers Club, fondato com’è su un percorso di rinascita (che lì coincideva con uno di avvicinamento alla morte qui con uno di sopravvivenza naturale), sulla demolizione fisica e morale della protagonista e sulla sua ricostruzione a colpi di musica e paesaggi.

10 cose da sapere sul film “Wild”

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Le Mans 66 – La Grande Sfida

Per spiegare cos’è Le Mans 66 – La Grande Sfida in pochissime parole, basterebbe scrivere che è una classica storia americana. Classica perché l’approccio al cinema di James Mangold è quanto più si avvicina alla definizione di classicismo, nell’ambito cinematografico. Americana perché riprende il classico tema del self-made man, rivisitandolo sotto molti punti di vista, che lotta per il suo obiettivo. Dopo aver diretto uno dei migliori cinecomics di sempre, Logan, o per meglio dire un western camuffato da cinecomics, Mangold prosegue su una linea analoga con una storia di uomini. Una storia vera, emozionante e molto cinematografica. Così come la definisce lui stesso durante la conferenza stampa. Da un lato abbiamo Henry Ford II, dall’altro Enzo Ferrari. Stili diametralmente opposti nel concepire le macchine. Le prime, adatte a tutti. Le seconde, adatte a pochi e non solo per una questione di portafogli. Uno scontro concettuale, dialettico e automobilistico, culminato per l’appunto in quel di Le Mans, storica sede della famosa Ventiquattro Ore.

La vera storia che ha ispirato il film: “Le Mans 66 – la grande sfida”

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