La Route 21 Chromosome On The Road è un progetto di sensibilizzazione e di inclusione legato al mondo della trisomia 21, meglio conosciuta come Sindrome di Down, che vede la luce nel 2015.
Il nome del progetto è ispirato alla Route 66, la famosa autostrada statunitense che parte da Chicago e arriva a Santa Monica; nessun percorso, nessuna strada infatti se non quei 3.945 chilometri, riescono a rendere meglio l’idea del viaggio fatto in totale libertà, senza obblighi, senza vincoli, senza alcuna differenza fra le persone.
L’idea di portare i ragazzi affetti dalla Sindrome di Down in giro per l’Italia nasce da un’idea di Gian Piero Papasodero, presidente di Diversa-mente, associazione senza fini di lucro che si occupa del mondo della disabilità.
Scopo di questo viaggio, è far vivere a quattro o cinque ragazzi l’emozione di vivere le strade in totale libertà, regalando loro momenti di incontro con tutti coloro che a ogni tappa vorranno incontrarli, salutarli, parlare con loro.
Così, comodamente seduti sul sellino posteriore di una Harley Davidson, avranno modo di assaporare la vera essenza del viaggio, e di un percorso organizzato nei dettagli.
La Road Map prevede un numero di città scelte su base volontaria (dalle concessionarie Harley, alle amministrazioni, ai pubblici esercizi, alle varie associazioni che intendono ospitare Gian e i suoi ragazzi per una cena, un pranzo, un rinfresco) per un viaggio di un mese circa.
Chi ospita la” carovana”del gruppo offre pasti, o un tetto per la notte in una struttura, ma la scelta é assolutamente volontaria.
Quest’anno il viaggio partirà da Fakersee, in Austria sabato 9 settembre.
Il tour sarà suddiviso in 28 tappe, una per ogni città.
Sei i ragazzi che si divideranno il percorso, cinque affetti dalla Sindrome di Down e uno colpito da un ritardo cognitivo causato da una “malattia senza nome” che ne ha compromesso diverse funzioni cerebrali.
Il giro avrà termine sabato 7 ottobre presso il cafè restaurant Special di Mr. Martini di Via Tombetta a Verona.
Li ci saranno gli amici, le famiglie e i tutti i ragazzi che hanno vissuto questi giorni particolari, unici grazie ai quali hanno potuto creare rapporti nuovi, basati non soltanto sulle relazioni con il mondo prettamente “didattico” ma legato a questa esperienza di viaggio e di contatto con un mondo che per loro è nuovo, ma ricco di opportunità.