Transafrica

 

Siamo una coppia di Torino e la nostra passione è viaggiare specie via terra, preferibilmente in 4×4. Possediamo fuoristrada, una Toyota e una Nissan. Dopo varie esperienze sahariane e africane con altre persone, abbiamo deciso da un po di anni di viaggiare da soli nel modo più essenziale possibile e con l’organizzazione fatta esclusivamente da noi. Quindi viaggi preparati in anticipo, con non poco piacere che è tipico anche della fase di preparazione. I viaggi  che ci interessano devono portarci a vivere il più possibile a contatto con le genti che incontriamo nei vari paesi. I nostri sono sopratutto viaggi di scoperta di usi, costumi e culture.

Trailer Transafrica

Nel 2017 abbiamo iniziato una Transafrica a tappe con la nostra vecchia Nissan, con partenza da Tangeri e l’obiettivo di arrivare a Capetown e magari se sarà a suo tempo possibile, con la risalita ulteriore dalla parte est del Continente africano per poi ritornare in Europa attraverso l’Arabia, l’Iran e la Turchia.

Ad oggi abbiamo percorso quattro tappe e, tranne la prima che ci ha visti arrivare da Tangeri  fino a Bobo Dioulasso in Burkina Faso, le altre le stiamo facendo con più lentezza perché ci siamo accorti che è opportuno non correre, tante sono le cose interessantissime da vedere e scoprire. Al momento, dopo avere attraversato Marocco, West Sahara, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Benin, Nigeria, Gabon, siamo arrivati nella Repubblica del Congo, dove abbiamo la macchina ferma a Brazzaville dalla fine di gennaio 2020,  non avendo potuto proseguire ulteriormente causa Covid 19. Confidiamo di partire il prossimo inverno.

Il nostro è un viaggio che si può definire spartano, fatto appositamente con un vecchio mezzo privo di elettronica, di poco costo che, nella eventualità peggiore, potremmo anche abbandonare senza perdere un capitale, cosa che comunque ci dispiacerebbe, essendo affezionati allo stesso. La macchina è stata battezzata da Cristina col nome di Tatiana.

Tranne qualche pezzo di ricambio, 3 taniche per il gasolio di scorta, 2 taniche per l’acqua, 2 ruote di scorta, siamo partiti con l’essenziale, lo stretto necessario. Avevamo un camping gas, padelle, pentole e stoviglie, ma dato che non li usavamo mai, li abbiamo regalati ad una donna disperata in un poverissimo villaggio del Camerun. Abbiamo anche una piccola tenda da usarsi in caso di assoluta necessità, cosa non ancora successa. Durante le quattro tappe ci è capitato di dormire nelle peggiori stamberghe, in tucul, in bungalows, ma anche in alberghi accettabili, in un paio di casi persino in hotel lussuosetti. Normalmente mangiamo alla belle meglio durante il giorno, soprattutto frutta locale, e la cena cerchiamo di farla in luoghi africani. Per chi non lo avesse mai mangiato, suggeriamo il coccodrillo in una strana salsa che è ottimo, il bufalo e numerosi tipi di pesci di fiume simili ai pesci gatto. Ottime le foglie di manioca affumicate.

Quello che abbiamo incontrato o visto fino ad ora è stato estremamente interessante.

Malgrado l’attraversamento di aree pericolose, usando la massima prudenza, un pochino di esperienza, tanto rispetto per i locali, non abbiamo mai corso situazioni di pericolo, anzi, abbiamo quasi sempre trovato gente disponibile ed accogliente. La questione più complessa affrontata sino ad ora, è stata l’impossibilità di entrare in Camerun dalla Nigeria, per la guerra in Camerun tra le etnie anglofone e francofone, cosa che ci ha fatto rischiare di interrompere il viaggio. Per continuare, siamo stati costretti ad imbarcare, dopo estenuanti trattative, noi e Tatiana su una nave di “pirati” che dal porto nigeriano di Calabar, ci traghettarono al porto camerunense di Tiko, in condizioni davvero tremende.

Ci piace pensare che il nostro viaggio sia di stimolo ad altri che volessero partire. A costoro se richiestoci, possiamo fornire molte notizie utili. 

Transafrica – Articoli

Prima Tappa: Tangeri – Bobo Dioulasso

guarda e leggi la prima tappa di Transafrica

Seconda Tappa: Bobo Dioulasso – Cotonou

guarda e leggi la seconda tappa di Transafrica