Musica

 

Ronnie Scott’s Live

Il Ronnie Scott’s è un locale storico  fondamentale per  la diffusione del jazz a Londra. I sassofonisti londinesi Pete King e Ronnie Scott (1927-1996) lo fondarono nel 1959, nel quartiere di Soho. Da allora il Ronnie Scott Jazz Club è nella storia del jazz e della musica, potendo annoverare tra le sue serate, performance di jazzisti del calibro di Sonny Rollins e persino un’icona del rock come Jimi Hendrix che poco prima di morire a Londra, fece qui la sua ultima informale apparizione live. Il Ronnie Scott oggi è uno dei locali di maggior successo per la musica dal vivo a Londra, con una programmazione jazz che spazia dal classico al fusion. E’ aperto tutti i giorni dalle 18 fino alle 3 e all’interno dispone di bar e ristorante.

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Smoking Engines Band

Smoking Engines band è nata nel 2006, quando per divertimento ho realizzato una canzone blues. Il singolo era dedicato ad un modello di una moto Ducati; infatti il titolo era: “Desmo Blues”, ed è stata presentata alla Radio Wbrs di Waltam Boston. Poi mio figlio ha creato il nome della Band e realizzato il logo.  I musicisti sono a rotazione, ed è anche una caratteristica della Band. Suoniamo poco dal vivo ma quando lo facciamo preferiamo luoghi dedicati al Motosport e tutti gli anni ci invitano al GP di Monza, a Biassono, per il weekend della Formula Uno.

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Free Spirit Radio

 I programmi di Free Spirit Radio

 

Gli Speciali

Speciale Dido

A un fan del pop moderno il nome Dido può suonare alieno. Ripercorrendo la storia all’indietro, tuttavia, emergono record dimenticati e degni di rispetto. I suoi primi due album, No Angel (1999) e Life For Rent (2003), sono tra gli album più venduti nella storia delle classifiche inglesi, e sono rispettivamente al secondo e al settimo posto fra gli album più venduti nel Regno Unito durante gli anni duemila. Questo per dare un’idea. Ma dove non arriva il successo commerciale – che, dopo il terzo album Safe Trip Home, è lentamente scivolato in basso –, arriva la qualità, ed è di questa che c’è bisogno più che mai adesso. Sembrava che non sarebbe più successo. Girl Who Got Away, l’album di Dido uscito nel 2013 e ultimo prima del rilascio di quest’ultimo Still On My Mind, appariva la fine della corsa. Eppure è ritornata, e Still On My Mind è senza alcun dubbio un’altra perla nel suo catalogo. Non una pietra miliare, ma Dido non ne aveva alcun bisogno. Quello che conta è, di nuovo, la qualità: e in Still On My Mind non c’è traccia che non ne contenga almeno un po’.

guarda lo speciale di Dido

Il Soul Funk di Lenny Kravitz

Echi da John Lennon e vampate in stile Jimi Hendrix riaccendono il soul funk di Lenny Kravitz. Il mix torna alle radici del messaggio del musicista, che agli esordi urlava al pubblico “Lasciate che l’amore governi la vostra vita!”, traduzione del titolo del primo album “Let love rule”. La star da allora ha dominato la scena utilizzando voce, suono e corpo nelle sue esibizioni, ereditando lo stile performativo che da Elvis Presley ha condotto a Jim Morrison, Jimi Hendrix e Freddy Mercury, e che gli ha fatto conquistare ben quattro Grammy consecutivi nella categoria “Miglior performance vocale maschile”. Con lo stesso spirito si apre anche il nuovo album, con il ritmo funk rock di “Sex”, seguito dal disco-club “The Chamber”, segno che la volontà dell’artista è sempre quella di travolgere il suo pubblico con le armi che sa maneggiare meglio: ritmo, rhythm’n’blues e pop melodico diretto e sensuale. Sensazione confermata da “Frankenstein” forse il più simbolico di “Strut”, perché fotografa un musicista che, se non ha rivoluzionato la musica soul, pop l’ha però saputa interpretare in modo mimetico e potente, un po’ come l’eroe di Rocky Horror Picture Show seduceva i suoi ospiti con travestimenti da Frankenstein grottesco e sensuale.

guarda il Soul Funk di Lenny Kravitz

Il Sound di Joss Stone

Joss Stone, nome d’arte di Jocelyn Eve Stoker  nasce a Dover nel sud dell’Inghilterra, l’11 aprile del 1987 ed è una cantautrice e attrice britannica.
Joss Stone è la terza di quattro figli. Il padre era un uomo d’affari che si occupava essenzialmente dell’esportazione di frutta e noccioline; la madre ricopriva il ruolo di ragioniera nella stessa azienda del marito. Joss passa la sua adolescenza ad Ashill, un piccolo villaggio nei pressi di Cullompton, dove  fa la sua prima apparizione in pubblico all’Uffculme Comprehensive School, la scuola che frequenta, con una cover della canzone Reet Petite di Jackie Wilson. Debutta sulle scene musicali a soli 16 anni, nonostante i timori che fosse troppo giovane e ancora immatura per affrontare il mondo dello spettacolo. Il New York Post la definisce una cantante con una “vena ricca, profonda, piena di soul, contrariamente a qualsiasi cantante della sua generazione”. Nel 2003 joss Stone pubblica The Soul Sessions, un album di cover di canzoni soul meno note, che ottiene un buon successo: vende in tutto il mondo 4 milioni di copie e suscita una discreta attenzione della critica, perché si distacca dagli altri album in commercio. In supporto all’album, gira in tour per tutto il mondo.
 
This is Anastacia
Il Live at Last Tour è il primo tour della cantante statunitense Anastacia, in supporto del terzo album di inediti della cantante, Anastacia. Lo show toccò principalmentel’Europa. Il tour ebbe due leg, una invernale e l’altra estiva: la prima fu chiamata Live at Last Tour o Anastacia is back…Live at Last Tour, mentre la seconda, che si svolse principalmente in stadi e parchi, fu intitolata The Encore Tour e comprese una setlist leggermente differente. Il tour ha venduto oltre 800.000 biglietti, diventando il secondo tour più famoso del 2004.

Le Storie del Jukebox

La musica da sempre protagonista della nostra vita. Ogni canzone segna un periodo, un momento e un ricordo. Con le storie del jukebox, riviviamo quei momenti e le emozioni che ci può regalare una canzone. Molti generi si scambiano in una altalena di musica di ieri e di oggi. Dalla musica pop che nacque negli anni sessanta e stava a indicare le correnti artistiche innovative dell’epoca che avevano una matrice popolare. Alla musica rock con i grandi che hanno segnato la storia della musica, fino al melodico e alla musica italiana. Racconti, immagini e storie dei protagonisti della musica, un piacevole susseguirsi di emozioni da vivere nelle storie del jukebox.

100 lire nel Jukebox Singoli

Brani senza tempo

100 lire nel Jukebox – Internazionali

Skylar Grey – Stand By Me

Coldplay – Hymn for the Weekend

Elton John / Dua Lipa – Cold Heart

Ed Sheeran – Bad Habits

Adele – Easy on Me

Alice Merton – No Roots

Superheavy – Miracle Worker

Bebe Rexha – I Got you

Pentatonix – Duft Punk

Dua Lipa – Love Again

Kesha – Tik Tok

100 lire nel Jukebox – Italia

Edoardo Bennato – Non C’è

Samuele Bersani – En e Xanax

Annalisa – Dieci

Noemi – Glicine

Rock Legend

Il rock è morto, secondo molti e, per inciso, anche per chi sta scrivendo queste note.
Non è evidentemente questa non è la nostra convinzione, che scioriniamo in bello stile la storia di ben quarantacinque tra solisti e band del genere. Si parte, e non poteva essere altrimenti, da Elvis Presley, per arrivare a Jack White.
Per ogni capitolo viene raccontata una storia inerente al personaggio scelto, vicende legate a un momento della carriera o vere e proprie piccole biografie. Si passa così dal rock’n’roll degli albori, quello di Elvis ma anche la controparte nera e più genuina di Chuck Berry; si affronta il country di Johnny Cash e la rivoluzione poetica di Bob Dylan; gli anni delle rivalità beat tra Beach Boys, Beatles e Rolling Stones. Grande rilievo viene dato agli anni del Flower Power e del grande sogno della Summer of Love, ma anche al suo declino, che passa attraverso l’affermazione di Doors, Lou Reed e David Bowie. Ci sono i grandi chitarristi, da Jimi Hendrix a Eric Clapton, da Van Halen al citato Jack White; ma anche gli anni Settanta si ritagliano uno spazio da protagonisti, con Led Zeppelin, Pink Floyd e Deep Purple, bizzarramente descritti in uno dei loro periodi più deboli, quello di Perfect Strangers. Le correnti un po’ più di nicchia vengono solo sfiorate, come per il progressive di Emerson, Lake & Palmer, o completamente ignorate come nel caso di psichedelia e blues britannico, generi seminali. Largo spazio invece agli anni Ottanta e Novanta, con sfilata di artisti spesso non troppo affini al genere e alla rivoluzione grunge di Nirvana e Pearl Jam. “Non ho mai conosciuto Star che non siano intimamente timide e fragili, possedute dalla fretta di inseguire il proprio personaggio e dal timore di perderne il controllo”. Per alcuni il rock è morto, per altri è qui per restare.

Rock Legend – Le Puntate

Prima Puntata – Sting

Reduce dall’esaltante stagione reggae-rock dei Police, l’ex-maestro elementare Gordon Matthew Sumner aka Sting ha intrapreso una discontinua carriera solista. Spaziando da produzioni raffinate, ancora ispirate dalla brillantezza dei tempi d’oro, a scivolate nel pop più artefatto e convenzionale.Le fortissime tensioni presenti all’interno dei Police tra Sting e Stewart Copeland, dovute soprattutto a forti differenze caratteriali nonché al ruolo di sovrano assoluto ormai raggiunto dal cantante-bassista all’interno della band, trovarono un punto di non ritorno al termine della tournée di “Synchronicity” (1983). Il gruppo non si è mai sciolto ufficialmente: nessun annuncio ai giornali e nessuna conferenza stampa; semplicemente i tre si presero una “pausa” non dichiarata che dura ancora oggi.

guarda la prima puntata di Rock Legend – Sting

Seconda Puntata – Dire Straits

Guidati dalla sfavillante Stratocaster di Mark Knopfler, “guitar-hero” dalla tecnica impareggiabile e dalla voce calda e suadente, i Dire Straits hanno saputo coniugare un rock d’effetto con il grande successo commerciale. Ecco la loro storia: dal folgorante esordio fino ai dischi della maturità e allo scioglimento, che ha aperto le porte all’altalenante carriera solista di Knopfler.

Cosa sarebbero stati i Dire Straits senza Mark Knopfler? Difficile dirlo. Probabilmente sarebbero stati una buona band di onesto rock’n’roll ma niente di più. Probabilmente non avrebbero mai raggiunto il successo planetario che invece hanno conquistato e sarebbero rimasti impantanati tra gli angusti confini della Gran Bretagna, se non addirittura della loro stessa città, Deptford. Cosa sarebbe stato, invece, Mark Knopfler senza i Dire Straits? Probabilmente sarebbe diventato ugualmente Mark Knopfler. L’immenso talento, la tecnica straordinaria, la forte personalità hanno fatto sì che, in breve tempo, divenisse il deus ex machina della band, il padrone assoluto in grado di arrogarsi il diritto di vita e di morte sul gruppo. Talmente ingombrante era la sua ombra che si sarebbe potuto tranquillamente pensare che i Dire Straits altro non fossero che la backing band del fenomenale chitarrista.

guarda la seconda puntata di Rock Legend – Dire Straits

Rock Legend Singoli – I 100 brani che hanno fatto la storia del Rock

Eagles – Hotel California

Led Zeppelin – Stairway to Heaven

David Bowie – Space Oddity

Police – Message in the Bottle

Aerosmith – Dream On

Roger Waters – The Bravery of Being Out of Range

Rolling Stones – Ride Em On Down

Notte Blues

Il blues è nato e si è sviluppato in seguito alla schiavitù delle comunità nere, nelle regioni del sud degli Stati Uniti; è da considerarsi la manifestazione profana di un sentimento, e di un dolore, che ha avuto un lungo, inesorabile tracciato umano e civile, e ha ritrovato nella parola poetica prima, nel canto e nell’accompagnamento in una seconda fase la sua ampia e angosciosa possibilità di espressione. La data di nascita dell’incontro tra l’espressione poetica e musicale va collocata verso il 1870, il che significa aspra denuncia di una vasta comunità di neri che trova all’improvviso la forza e il coraggio di esprimere la propria angoscia in un lamento di dolore, che si traduce talvolta in un impetuoso inno di guerra, in un grido provocato dalla miseria, dal vuoto che è inconsciamente alle proprie spalle. Accadde dopo il XVIII secolo che alcuni negrieri, possessori di colonie sulle coste dell’Africa avviarono il trasporto di neri da vendere nei territori dell’America dove era richiesta mano d’opera a basso costo e questa era “offerta” dal mercato degli uomini di colore.
Si sviluppa così la grande migrazione forzata. Questo fenomeno non ha solo carattere economico poiché nel momento in cui verso il 1776 apparvero sui giornali i primi annunzi pubblicitari che offrivano schiavi il problema assunze anche sembianze politiche. Pur essendo schiavi i neri insediati nel territorio della Louisiana godevano di libertà maggiore di quanto non accadesse per coloro che erano giunti nei possedimenti inglesi e puritani. Questo spiega perché i primi blues, nei loro modi di espressione nacquero a New Orleans e nei dintorni sulle rive del Missisipi dove potevano continuare ad esprimere la loro spiritualità, le loro usanze e i loro costumi. Nel canto blues comunque persiste ancora la tristezza e il dolore quotidiano che si tramuta in speranza di miglioria e si esprime originariamente con canti accompagnati dal solo battito delle mani e non dalla musica, conservando sempre il caratteristico aspetto di poesia capace di esprimere una condizione di desolato rammarico e di aspra nostalgia.
I blues cantano argomenti più disparati che nascono proprio dalla situazione di schiavitù che è la base dell’ispirazione.

Beth Hart – Bad Woman Blues

Riguardo alla nuova canzone “Bad Woman Blues” Beth ha dichiarato: “Riguarda una donna che non alcun interesse a essere buona perché fondamentalmente non lo è. Ma anziché odiarsi per questo motivo, è molto chiara con il suo uomo: Sono una stronza e una maledetta strega, ma ti divertirai con me”. Il suo nuovo album “War In My Mind” (prodotto da Rob Cavallo, ex presidente della Warner Bros e produttore di Green Day, Alanis Morissette, Chris Isaak, My Chemical Romance, Linkin Park e Paramore tra gli altri) è un concentrato di stupende canzoni che parlano di affetti, famiglia, bipolarità, dipendenza e che vedono l’iconica rockeuse virare il suo caratteristico sound verso sonorità più crude e contemporanee.

Zucchero e Miles Davis

Zucchero ce l’ ha fatta. Ha realizzato quello che forse molti musicisti italiani ha sempre desiderato; avere Miles Davis, il leggendario suono della sua tromba, come ospite speciale in una canzone. E la cosa è tanto più importante perchè Davis non è solito concedere partecipazioni del genere, neanche per le più famose rockstar internazionali. Unica eccezione; Prince, e comunque realizzata col massimo della discrezione, quasi in clandestinità. Il suo incontro con Zucchero è avvenuto allo studio Hit Factory di New York dove Davis ha suonato un assolo sulle basi già esistenti del pezzo Dune mosse. 

Gli Incontri di Free Spirit Radio

Incontro con Claude Challe – Buddha Bar
Per tutti musica etnica ed esotica, new age e neo ambient, ma lui, interiormente e in ogni sua dichiarazione, dimostra una spiritualità profonda e vissuta.“Sono la prova vivente che un viaggio può cambiare la vita. Nel maggio 1968, avevo 22 anni ed ero sulla cresta dell’onda con il mio salone di  coiffeur. Le persone mi chiamavano “l’uomo con le forbici d’oro”. All’epoca ero il parrucchiere di tutto il jet-set. Avevo soldi, mi piacevano le ragazze e le belle auto, adoravo uscire e passare le mie notti nei locali più chic.
Tracy Chapman – La rivoluzione silenziosa
 
Dotata di una voce pacata e profonda che rimanda a Joan Armatrading, Tracy scrive e canta canzoni sofferte dalle melodie semplici e con testi caratterizzati da commenti sociali. Grazie all’inatteso successo di quel disco Tracy riporta i riflettori puntati sulla categoria cantautori.
I tratti caratteristici della Chapman non sono lontani dallo stile confessionale e intimista della maggior parte dei cantautori degli anni settanta, ma la ragazza ricciuta di colore si mette in luce grazie a liriche sostanziose, melodie semplici ed efficaci, che si traducono in canzoni fresche e nuove.
La voce di Tracy si staglia sull’orrizzonte musicale attuale.

Soundtracks

Riscopramo insieme la musica da film  più celebre di sempre accanto alle ultime novità e ai capolavori dei più grandi compositori per il cinema, come Ennio Morricone, Hans Zimmer, John Williams, Henry Mancini, John Barry… Goditi assieme a noi questo viaggio attraverso tantissime colonne sonore famose. Fin dall’inizio, la musica non è mai stata un semplice “sfondo” sonoro alle immagini di un film, ma parte integrante di esso.
A ben pensarci, i primi film realizzati non prevedevano dialoghi (introdotti in una fase successiva) ma erano costituiti esclusivamente da immagini e musica, pertanto il ruolo di quest’ultima si rivelava in tutta la sua necessità e importanza, assumendo diversi ruoli nel corso della proiezione: comunicare emozioni, sottolineare momenti chiave della trama, conferire intensità ad un passaggio della vicenda narrata, definire il carattere di un personaggio e molto altro. Come sostiene il celebre compositore tedesco Hans Zimmer: ”La colonna sonora non è solo un accompagnamento, ma è il film stesso”.

Tanti sono gli esempi di colonne sonore famose almeno quanto il film: Il Padrino (Nino Rota), Il gladiatore (Hans Zimmer), James Bond (John Barry), The Mission (Ennio Morricone), Star Wars (John Williams), Anonimo Veneziano (Stelvio Cipriani) e l’elenco potrebbe andare ben oltre.
Un capitolo a parte meritano invece le grandi colonne sonore che non comprendono musiche originali composte per il film, ma includono una selezione di brani funzionali all’opera, spesso scelti con inarrivabile gusto e maestria. Tra i registi che ricorrono a questo modo di operare, citiamo un nome per tutti: Quentin Tarantino.
“Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno.” 

Ennio Morricone