Lo zaino racconta – Il tuo viaggio in India


 

Spesso, i turisti scelgono l’India per conoscere da vicino i rituali indù, unici nel loro genere, per esplorarne la meravigliosa natura, apprezzare il suo ricco patrimonio culturale e gustare i deliziosi sapori della cucina indiana. Durante un viaggio in India potresti vivere in un vero e proprio shock culturale ed è quindi consigliabile una preparazione adeguata per affrontare al meglio le mille sorprese che questo Paese ha in serbo. Un viaggio in India è senza dubbio un’esperienza di vita, che offre uno sguardo sul quotidiano di 1.3 miliardi di persone che a volte sembrano vivere in un mondo completamente diverso.


Il tuo viaggio in India

 


 

In India vivono più di 1.32 miliardi di persone, più di un sesto della popolazione mondiale. L’India è una repubblica democratica con un presidente, dal ruolo prevalentemente cerimoniale, e un primo ministro a capo del governo. Il Paese è suddiviso in 29 stati e 7 territori. Circa due terzi della popolazione indiana lavorano nell’agricoltura. La combinazione di salari bassi e alto livello di istruzione della popolazione ha permesso la rapida crescita del settore informatico in India.


I colori dell’India


Storia

I primi insediamenti permanenti in India sorsero intorno all’anno 7.000 a.C. con la civiltà della valle dell’Indo, una delle più antiche civiltà del mondo, da cui ha avuto origine l’induismo. Per i primi cinque secoli dopo Cristo, l’India, come parte dell’Impero Gupta, fu una delle civiltà più avanzate e prospere del mondo. A partire dal 700 d.C. circa, l’islam acquistò importanza nel Paese e, sebbene la sua introduzione venne seguita da conquiste territoriali e oppressioni, l’armonia tra i seguaci di entrambe le fedi si affermò in modo relativamente rapido.

Colonizzazione dell’India


Sia i portoghesi, che i francesi, ma anche gli olandesi e gli inglesi cercarono di espandersi in India. La flotta portoghese fu la prima ad arrivare nel Paese e a fondare le colonie di Bon Bahia (ora Mumbai) e Goa (1510). Nel 1600 venne fondata la Compagnia britannica delle Indie Orientali, che incontrò particolari difficoltà ad affermarsi nell’Asia orientale e si concentrò dunque principalmente sull’India. Anche gli olandesi si interessarono all’India; nel 1596 quattro navi mercantili olandesi raggiunsero il Paese e nel 1602 fu fondata la Compagnia olandese delle Indie Orientali. Gli olandesi vi stabilirono vari snodi commerciali, mentre nel 1672 anche i francesi fondarono varie colonie commerciali a Pondicherry. Tuttavia, furono gli inglesi ad conquistare il potere maggiore e ad avere più influenza nel Paese, con avamposti commerciali a Surat (1612), Madras (ora Chennai, 1639), Bombay (ora Mumbai, 1668) e Calcutta (1690). Intorno al 1647 gli inglesi avevano circa 23 insediamenti nel Paese.

Cent’anni dopo, circa il 60% del territorio indiano era sotto il diretto controllo britannico. Gli inglesi cominciarono a dare sempre più per scontato il loro potere, diventando sempre più autoritari e intolleranti verso le tradizioni e i costumi culturali e religiosi. La prima grande rivolta contro i colonizzatori britannici, e allo stesso tempo la più grande rivolta anticoloniale del XIX secolo, scoppiò nel 1857. Tuttavia, la rivolta, che durò fino al 1858, fu alla fine repressa in modo barbaro dagli inglesi, ma portò però alla caduta della Compagnia britannica delle Indie Orientali. I territori dell’impero anglo-indiano furono annessi alla corona inglese: gli indiani divennero sudditi della regina Vittoria e il Paese entrò a far parte dell’Impero Britannico nel 1858, dove rimase fino al 1947.

Indipendenza


Nella seconda metà del XIX secolo gli indiani acquisirono consapevolezza politica. Durante la Prima guerra mondiale la Gran Bretagna ricevette molto sostegno dall’India, speranzosa di ottenere lo status di “dominion” dopo la guerra, per guadagnare autonomia governativa dall’Impero Britannico. Tuttavia, non fu così e il nazionalismo degli indiani crebbe ulteriormente. Nel 1919, Mahatma Gandhi emerse come capo del movimento nazionale indiano e dopo la Seconda guerra mondiale, a seguito di una rivolta non violenta da lui guidata, l’India ottenne l’indipendenza il 15 agosto 1947. I territori dell’ex India britannica furono suddivisi in India e Pakistan e il primo anno di indipendenza fu segnato da scontri in cui persero la vita centinaia di migliaia di persone.


Cultura

Gran parte della popolazione indiana vive in povertà e il divario tra ricchi e poveri è ampio. Tuttavia, il tasso di povertà più estrema, in India, sta diminuendo notevolmente. Nel 1993, più del 45% della popolazione indiana viveva con meno di 1,90 $ al giorno. Nel 2011 (ultimo rilevamento della Banca Mondiale) la percentuale era scesa al 21%, anche se il 57% della popolazione vive ancora con meno di 3,10 $ al giorno (pari a circa 960 € all’anno). In media, il guadagno nelle aree urbane dell’India è maggiore rispetto alle aree rurali, ma a causa dei costi più elevati nelle città, c’è poca differenza nel potere d’acquisto. La popolazione ricca sta aumentando e si concentra soprattutto nelle città. Mukesh Ambani, l’indiano più ricco del Paese e il dodicesimo uomo più ricco del mondo, ad esempio, vive a Mumbai in una casa-grattacielo dal valore stimato di 700 milioni di euro.


Il sistema delle caste


L’ONU descrive il sistema sociale delle caste in India come una “discriminazione in base al lavoro e all’origine”. Sebbene il sistema delle caste esista o sia esistito in diversi Paesi, non è mai stato così radicato come in India. Secondo tale sistema, la società è divisa in migliaia di caste diverse (che variano a seconda della regione), che vanno da quella superiore a quella inferiore. La casta in cui si nasce, secondo la credenza induista, dal karma accumulato nelle vite precedenti, che si manifesta nell’assegnazione a una certa famiglia appartenente a una certa casta. Gli status ufficiali di “dalit” (o “fuoricasta”) e di “shudra” (la casta più bassa) sono stati aboliti nel 1949. Tuttavia, la resistenza ai cambiamenti della popolazione indiana è così forte che in pratica molti indiani attribuiscono ancora grande importanza all’origine e alla (ex) casta di una famiglia, ragione per cui per chi appartiene a una casta bassa è spesso difficile fare carriera, ma dovrebbe essere ricompensato ottenendo una casta più alta nella prossima vita.


Lingua


La costituzione indiana riconosce ufficialmente 21 lingue, oltre alle quali si parlano altre 392 lingue locali, dialetti esclusi. Sebbene venga parlata solo dal 40% dalla popolazione, la lingua più diffusa nel Paese è l’hindi. Per molti documenti scientifici e legali viene utilizzato l’inglese, parlato da circa il 12% degli indiani. In molti luoghi dell’India i turisti e i viaggiatori possono cavarsela piuttosto bene con l’inglese. Tuttavia, per uscire dagli itinerari tipici del turismo o del mondo degli affari, può essere utile ingaggiare un interprete.


Bollywood


Non è Hollywood, ma il Bollywood indiano, con più di mille film all’anno, ad essere il più grande produttore cinematografico del mondo. Bollywood (con la B di Bombay, oggi Mumbai) non è popolare solo in India. In molti Paesi asiatici e nel Medio Oriente l’industria cinematografica indiana è ancora più apprezzata della controparte americana. Le caratteristiche ricorrenti nei film Bollywood sono la danza e la musica.


Salute

L’India non è un Paese particolarmente pulito e in molti luoghi l’igiene lascia molto a desiderare. Molti turisti e viaggiatori d’affari, infatti, quando sono in India, devono affrontare problemi di salute. Quello che fa un’enorme differenza sono le attività e l’alloggio: stand molto attenti e preparandosi bene, è possibile ridurre notevolmente i rischi per la salute.

Prima della partenza: vaccinazioni e farmaci (preventivi)
Prima di partire per l’India, consulta sempre l’ASL di competenza sulla necessità di effettuare vaccinazioni o altri tipi profilassi. Tutti i viaggiatori di età superiore ai 9 mesi e che provengono da un Paese a rischio di febbre gialla (in particolare Africa, America Latina, Papuasia e Nuova Guinea) devono poter esibire un certificato di vaccinazione contro la malattia. In genere, previo parere medico, si consigliano le vaccinazioni contro:

  • la difterite
  • l’epatite A e B
  • il tifo
  • la tubercolosi
  • la polio
  • il richiamo antitetanico
  • la meningite*
  • l’encefalite giapponese*

Le vaccinazioni contro la meningite e l’encefalite giapponese sono consigliate particolarmente per chi viaggia durante la stagione calda – cioè da maggio a settembre – e soggiorna in zone rurali.

La profilassi antimalarica e la vaccinazione contro l’encefalite giapponese (difficilmente reperibile in Italia) e la meningite sono consigliate solo per chi soggiorna a lungo nel periodo monsonico e post-monsonico nelle zone a rischio e in particolare quelle rurali. Ti consigliamo di contattare il tuo medico di base per ulteriori consigli in merito.

Oltre alle vaccinazioni, è consigliabile portare con sé in India farmaci preventivi. Nella maggior parte dell’India si trovano zanzare in grado di trasmettere la malaria. Per visitare alcune parti dell’India si raccomanda, pertanto, di assumere farmaci antimalarici ancora prima della partenza. In tali zone è bene anche indossare il più possibile indumenti coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi) e cospargere la pelle scoperta con repellenti come il DDT. Se sospetti di essere stato punto da una zanzara anofele, è necessario consultare un medico il prima possibile e in ogni caso entro 24 ore.

Tieni presente anche le malattie infettive, come la diarrea del viaggiatore, la febbre dengue, la schistosomiasi, l’HIV/AIDS e le IST. La dissenteria è particolarmente comune tra i viaggiatori che si recano in India. Si raccomanda, dunque, di scegliere con cura cibi e bevande per via dei numorosi rischi derivanti dalla scarsa igiene. È meglio consumare solo cibi ben cotti e alimenti confezionati, evitando verdure crude e frutta non sbucciata. Si consiglia inoltre di bere solo acqua e bevande da bottiglie sigillate.

Attenzione: questo non è un sito web sanitario e questo testo non è stato redatto da un medico. Pertanto, rivolgiti sempre al tuo medico di base o all’ASL di competenza per informarti sulle vaccinazioni e sulle altre precauzioni (mediche) da prendere prima di partire per l’India.

Durante il viaggio: presta attenzione all’igiene
L’India è nota a livello internazionale per le scarse condizioni igieniche. Nonostante sempre più hotel e ristoranti di lusso siano migliorati in quanto a pulizia, molti turisti e viaggiatori d’affari, durante il viaggio in India, si trovano ad affrontare problemi di salute. Pertanto, segui questi consigli per ridurre al minimo il rischio di ammalarti. Prima di tutto, è vivamente sconsigliato bere l’acqua del rubinetto non filtrata. Bevi solo da bottiglie di cui tu stesso hai rotto il sigillo (a volte le bottiglie vuote vengono riempite con acqua di rubinetto sporca e vendute come nuove). Inoltre, non usare cubetti di ghiaccio o alimenti che sono stati a contatto con l’acqua del rubinetto.


Informazioni generali

 

Capitale: Nuova Delhi.

Clima: Un clima tropicale piovoso caratterizza regioni in cui persistono alte temperature, che normalmente non scendono al di sotto dei 18 °C. L’India ospita due sottotipi climatici che rientrano nell’ambito di questo gruppo. Il clima monsonico delle regioni tropicali copre le pianure del sud-ovest lungo la Costa di Malabar, i Ghati Occidentali, l’Assam meridionale, le isole Laccadive e le Isole Andamane e Nicobare. La pioggia ha carattere stagionale, in genere sopra al di sopra dei 2.000 mm annui. La maggior parte delle precipitazioni si verifica tra maggio e novembre. Il clima tropicale umido e secco è più comune. Significativamente più asciutto delle zone umide tropicali, prevale sulla maggior parte dell’entroterra peninsulare indiano. L’inverno è caratterizzato da periodi di siccità con temperature medie al di sopra dei 18 °C. L’estate è eccezionalmente calda con temperature che possono superare i 50 °C nel mese di maggio, e con ondate di calore che annualmente uccidono centinaia di indiani. La stagione delle piogge dura da giugno a settembre; le precipitazioni annue medie sono nell’ordine dei 750-1500 mm.

Un clima tropicale arido e semi-arido predomina in ampie regioni a sud del Tropico del Cancro e ad est dei Ghati Occidentali, tra Karnataka, Tamil Nadu, Andhra Pradesh occidentale, e Maharashtra centrale, dove le precipitazioni sono tra i 400 e i 750 millimetri all’anno. Dicembre è il mese più freddo, con temperature ancora tra i 20-24 °C. I mesi tra marzo e maggio sono caldi e asciutti; la media mensile delle temperature è di 32 °C.
La maggior parte delle regioni settentrionali e del nord-est dell’India è soggetta ad un clima subtropicale-umido. Anche se presenta estati calde, le temperature nei mesi più freddi può scendere al livello degli 0 °C. A causa delle ampie piogge monsoniche, l’India ha un solo sottotipo di questo clima, il CFA (sotto il sistema Köppen). La maggior parte di questa regione si caratterizza per scarse precipitazioni durante l’inverno. Le precipitazioni annue variano da meno di 1.000 mm ad occidente, fino agli oltre 2.500 mm delle regioni nord-orientali.



Le regioni settentrionali situata nell’Himalaya sono soggette al clima alpino. Qui la temperatura scende di 5,1 °C ogni mille metri di altitudine (tasso di decadenza adiabatico). L’area situata ad altitudini tra i 1.100-2.300 metri riceve abbondanti piogge, che scendono rapidamente al di sopra di questi limiti. Sopra i 5.000 metri non piove mai, tutte le precipitazioni sono sotto forma di neve.


Fuso Orario: La differenza è di 4.30 ore in più rispetto all’Italia, 3.30 ore quando vige l’ora legale.

Documenti: Passaporto con almeno 6 mesi di validità dalla data di arrivo. Per i viaggi di gruppo si ottiene il visto collettivo. Per i viaggi individuali necessitano 3 foto tessera.

Abbigliamento: Abiti leggeri, per la sera si consiglia un pullover. Scarpe comode per le escursioni, è utile avere un impermeabile.

Valuta: In India si utilizza la rupia indiana (INR). Le carte di debito e di credito italiane vengono accettate in molti luoghi, ma molti indiani preferiscono i contanti. Il modo più economico per prelevare contanti in India è utilizzando la carta di debito. Quando effettui un prelievo in rupie, indica che desideri prelevare “without conversion”, in modo che il tasso di cambio sia quello della tua banca (e quindi più economico) e non quello della banca del prelievo. Tieni in mente che gli sportelli bancomat sono abbastanza diffusi nelle aree urbane, ma scarseggiano nelle zone rurali. Attenzione: per prevenire le frodi, molte banche hanno disattivato la possibilità di utilizzare le carte bancarie al di fuori dell’Europa. Verifica prima della partenza se è possibile utilizzare la tua carta in India. Di solito è possibile attivare questa opzione sul sito web della banca.

Acquisti: Tessuti, sete e cotoni dai colori sgargianti. Tappeti, sculture raffiguranti divinità in legno e bronzo, monili d’argento, pietre preziose e semi preziose.

Elettricità: 220 volt.


 

Festività: Molte delle feste indiane sono di origine religiosa, anche se molte sono celebrate a prescindere dalla casta e dal credo. Tra le principali vi sono Diwali, Thai Pongal, Holi, Onam, Vijayadasami, Durga Puja, Eid ul-Fitr, Bakr-Id, Natale, Buddha Jayanti e Vaisakhi. L’India ha tre festività nazionali. Altre festività, che variano tra le nove e le dodici, sono ufficialmente osservate nei singoli Stati. Le pratiche religiose sono parte integrante della vita quotidiana.


Musica e danza: La musica indiana è un’altra componente culturale che copre una vasta gamma di tradizioni e stili regionali. La musica classica in gran parte comprende i due generi: al Nord la musica industani, al Sud la musica carnatica e le loro varie forma di musica folk regionale. Le forme regionali di musica popolare comprendono il filmi e la musica folk (di cui una forma nota è il baul).
Anche la danza indiana ha altresì esempi di forma folk e classica. Tra le principali danze folcloristiche vi è il bhangra del Punjab, bihu dell’Assam, chhau del Bengala Occidentale, Jharkhand e Orissa, e il ghoomar del Rajasthan. Otto forme di danza, con molte elementi narrativi e mitologici hanno ottenuto lo status di danza classica dal Sangeet Natak Akademi (l’Accademia Nazionale di Musica, Danza e Teatro), e alcune di queste sono: bharatanatyam dello stato del Tamil Nadu, kathak in Uttar Pradesh, kathakali e mohiniyattam nel Kerala, kuchipudi dell’Andhra Pradesh.


Cucina: La cucina indiana è caratterizzata da una grande varietà di stili regionali e sofisticati, con uso di erbe e spezie, ad esempio il garam masala. I prodotti alimentari di base sono il riso (in particolare nel sud e nell’est) e il frumento (soprattutto nel nord). Tra le spezie originarie del subcontinente indiano ed ora consumate in tutto il mondo si segnala il pepe nero.
Un esempio di dolce tipico a base di yogurt è lo shrikhand.

Telefono: Per chiamare l’Italia dall’ India comporre lo 0039 seguito dal prefisso della propria città.