Spirito libero – Viaggiare nel Mondo

La libertà del vero viaggiatore non sta nel scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta

 “Spirito Libero” è una passerella per far conoscere innovative proposte e itinerari alternativi raccontati da persone che hanno fatto del viaggio un loro stile di vita. Una raccolta di video, che ci hanno mandato viaggiatori e amanti del viaggio, con il piacere di far parte di Altheonettv per poter condividere con noi le loro esperienze ed emozioni.

 

Magico Oriente

India, Pakistan, Himalaya, Nepal, Tibet, Sri Lanka

Viaggiare è una delle attività più belle e proficue che si possano compiere durante la propria vita. Il viaggio aiuta a scoprire il mondo e sé stessi, dona emozioni, conoscenze, esperienza; il viaggio nutre la curiosità, lo spirito di iniziativa, la sensibilità e l’intelligenza di chi lo compie. Viaggiare in Oriente è fin da giovane età la passione di chi scrive questo sito; abbiamo viaggiato e vissuto per oltre sette anni nei paesi dell’Asia Orientale. In questo breve articolo intendiamo condividere un po’ della nostra passione e aiutarvi a comprendere perché un viaggio in Oriente è un’esperienza da non perdere. La varietà dei luoghi e la vastità delle culture dei paesi orientali sono tali che chiunque troverà qualcosa da scoprire con l’entusiasmo di un esploratore, un luogo da contemplare a lungo, una città, un villaggio o un’isola che potrà diventare la propria nuova casa o per lo meno una dimensione di una nuova esistenza, reale o agognata.

 

I confini con la civiltà indiana coincidono con le sue barriere naturali: a nord ovest la catena dell’Himalaya e la sua estrema propaggine occidentale, l’Hindukush (in Afghanistan); a sud di questo il deserto di Baluchistan; e naturalmente i mari, che lambiscono la sua immensa parte peninsulare: l’Oceano Indiano a est, il Mare Arabico a ovest.
E per questa ragione che, sebbene meno evocativa, l’espressione “Subcontinente Indiano”, di matrice geografica, appare a molti preferibile anche in ambito storico-culturale, soprattutto in riferimento al periodo precoloniale.
L’odierna carta geopolitica del Subcontinente indiano è stata disegnata a partire dal 1947, anno della traumatica partizione dell’India britannica; da questo ebbero origine l’Unione Indiana, per intenderci, lo Stato che ha per capitale New Delhi, e il Pakistan, a sua volta separato in due tronconi: occidentale (equivalente al Pakistan odierno) e orientale (oggi Bangladesh, indipendente dal 1971).
Questa precisazione non è mera pedanderia se teniamo conto che l’odierno territorio pakistano fu la culla di alcuni tra i più brillanti fenomeni culturali.
Anche a uno sguardo superficiale alle pagine di Altheo NetTv India, apparirà evidente il ruolo preponderante, quasi invadente, che la religione, il mito e la filosofia reclamano in un quadro pur sintetico delle tradizioni culturali del Subcontinente.
Se questa è una nozione familiare a molti, un aspetto che potrebbe sorprendere non pochi lettori è che, nonostante il senso del sacro abbia costantemente impregnato la visione del mondo e delle cose, lo sviluppo del ragionamento scientifico raggiunse in India vette altissime e in diverse branche del sapere: l’astronomia, la medicina, la grammatica e altre scienze.
La storia, al contrario, sembra recedere in secondo piano: nel corso dei millenni, l’India ha mostrato una debole vocazione storiografica; da qui la possibile oscillazione delle cronologie, e l’immagine sfuggente che ancora abbiamo di singoli sovrani o di intere dinastie.
Infine, una nota sull’ortografia.
Per la resa dei termini sanscriti e di altre lingue indiane, antiche o moderne, si è scelto di sacrificare il rigore della traslitterazione scientifica a favore della massima semplificazione: nomi personali, toponimi, opere letterarie e altri termini sono traslitterati nella maniera che dia al lettore non esperto un’idea della pronuncia quanto più possibile vicina a quella reale.

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Oceania

La definizione di una civiltà dell’Oceania è problematica: basti pensare che, con una popolazione che rappresenta una frazione minuscola di quella mondiale, questa regione racchiude quasi un quarto delle lingue parlate sulla terra.
Vi sono insediamenti tra i più antichi del mondo, altri tra i più recenti, e altri ancora che sono attualmente minacciati dagli effetti del riscaldamento globale sul livello del mare. L’identità degli abitanti dell’Oceania è imprescindibile dalla storia del popolamento e delle strategie di sopravvivenza sviluppate in ambienti diversi.

 

Altrettanto vale per i processi culturali innescati dagli incontri del periodo delle esplorazioni e della colonizzazione da parte delle potenze europee, nonché dalla decolonizzazione tuttora in corso. In seguito all’esplorazione del Pacifico, i navigatori e gli studiosi europei suddivisero l’Oceania in aree geoculturali (Australia, Melanesia, Polinesia e Micronesia), creando mappe delle popolazioni “scoperte” basate sui propri pregiudizi razziali.

Sebbene tali differenze non rispecchiano la realtà, l’imposizione di saperi egemonici e la creazione di confini politici arbitrari influiscono tuttora sulla definizione identitaria delle popolazioni indigene. La colonizzazione è avvenuta relativamente tardi e in alcuni luoghi è stata di breve durata; a partire dagli anni sessanta del Novecento, il processo di decolonizzazione ha portato alla creazione di nazioni indipendenti o di entità politiche autonome che mantengono rapporti di “libera associazione” con le ex potenze coloniali. Per le popolazioni indigene dell’Australia e della Nuova Zelanda, trovandosi nella condizione di minoranza all’interno della loro stessa nazione, la situazione è ancora differente.
Anche dove il processo di decolonizzazione si è concluso, le culture oggi vanno pensate all’interno di una logica globale, a cui i nativi dell’Oceania non sono estranei.

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Sahara

Sul Sahara c’è oramai una letteratura così vasta che ogni cosa si scriva rischia di parer retorica. Si può dire che nel giro di appena un secolo e mezzo o poco meno il Sahara, come territorio di esplorazione, di ricerca scientifica, di evasione letteraria, di esperienza terrestre in senso lato coinvolgente tutte le spinte dell’uomo, sia stato largamente consumato. E anche se esso resta ancor oggi con molti segreti nascosti nel suo scrigno di rocce e sabbie, il senso di una terra difficile, impenetrabile, è stato profondamente ridimensionato. 

 

Si dice questo pensando ovviamente all’uomo europeo, occidentale che, come ovunque nelle terre di difficile penetrazione, è il primo responsabile di questa sorta di svelamento dei segreti terrestri. Un conto è viaggiare nel Sahara oggigiorno, sebbene l’ostilità dell’ambiente persista e possa provocare ancora veri e propri drammi, altra cosa era viaggiarvi cento anni fa. “Lo zaino di Jambo” vuole approfondire la storia di questo incredibile luogo guardando al futuro. Abbinare le grandi spedizioni del passato con i nuovi viaggi delle carovane di jeep. La Land Rover supera il deserto in modi impensati cinquant’anni fa, irridendo le lenti carovane di dromedari. Questo rappresenta una “riconquista “del Sahara ma al tempo stesso la sua umiliazione. Di essa le vittime sono gli uomini sahariani. Perché il risentimento che si prova vedendo i Tuareg e gli altri uomini del Sahara è che essi non hanno più le giustificazioni di un tempo. La sfida che essi hanno lanciato nei secoli a questo deserto, il più vasto e ostile deserto del mondo, inferno di luce, di solitudini, di silenti drammi geologici, può ancora rivelarceli come uomini eccezionali, eroici. Il Sahara come storia fissata, cristallizzata nel suo silenzio, che rimanda a remoti e non ancora chiariti rapporti tra uomo e terra.

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Europa

L’Europa è una delle mete più gettonate dai turisti grazie alla varietà di culture e tradizione. Se gran parte delle capitali europee meriterebbe di essere visitata almeno una volta nella vita, Londra, è una di quelle città europee che stupisce sempre. Dinamica e multietnica, è in grado di adattarsi ai turisti di tutte le età. Parigi invece è l’ideale per i viaggi di coppia.

 

Tra musei e monumenti, perdersi nell’atmosfera notturna è davvero suggestivo. Non è da meno Praga, tra le destinazioni più amate dai giovani. Costo della vita basso e locali notturni sono sintomo di relax e divertimento. L’elenco delle mete europee è davvero lungo: da Barcellona a Valencia, passando per Siviglia e Madrid, anche la Spagna ha tanto da offrire dalle opere d’arte ai capolavori architettonici. Menzione particolare per Berlino dove moda, design e musica elettronica si alternano a pezzi di storia contemporanea, come ad esempio il Muro di Berlino. Da visitare sicuramente Lisbona ed Amsterdam, dove fascino e mondanità si fondono in un mix irresistibile.

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Madrid – Parigi – Siviglia – Budapest – Vienna

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