Moda – Fotografia – Design

 

Milano Fashion Week

Milano Fashion Week” è una poltrona esclusiva, per immergersi piacevolmente nelle serate Milanesi. Le collezioni mostrate durante le sfilate sono relative alle stagioni successive, e vengono organizzate con largo anticipo in modo da consentire la produzione degli articoli presentati. La settimana della moda di Milano viene dipinta come la più importante rassegna del Pret a Porter in tutto il mondo.

Milano Moda Donna con le sue sfilate, presentazioni ed eventi in calendario, per un totale di più di 160 collezioni: tutte le novità del prèt-à-porter proposte da famose Maison e talenti emergenti della moda italiana che presentano le loro creazioni a buyers, ospiti e fashion addicted. Protagoniste dell’evento organizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana le collezioni primavera/estate 2021. Accanto alle sfilate non possono mai mancare i progetti collaterali come White. Nella stessa settimana si terrà anche Milano Moda Uomo, rinviata da giugno a causa dell’emergenza Coronavirus.

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Moda – Gli Articoli

It Is Fashion

Iris Apfel. Per diventare come lei dovete vestirvi immaginando di suonare jazz.

Storie di Moda – Coco Chanel

 

Rising Star

Quando leggiamo storie di modelle siamo abituati ai racconti fiabeschi delle star del set internazionale. Alla vita dorata delle varie top model che prestano il proprio volto e il proprio fisico per campagne di grandi brand di fama internazionale, a sfilate da mille e una notte e… a cachet da capogiro. Ma questa non è la vita delle migliaia di modelle che incontriamo in città. Il lavoro della modella e un lavoro difficile benché i non addetti ai lavori possano immaginare che iniziare una carriera da modella sia la più grande fortuna per una ragazza giovane e carina. Sono delle professioniste, come tante, con le loro regole e sogni.

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Trend

In bilico tra il fervore, del colore e dalla ricercatezza dei materiali, e il minimalismo, puro e geometrico: gli accessori moda della PE 2021 rappresentano tutte le contraddizioni del tempo che viviamo. Se da una parte cerchiamo lo slancio per la rinascita e ripresa, carico della gioia di vivere, dall’altra parte c’è la consapevolezza che l’unico rifugio è la stabilità di must have che non cedono alle mode fugaci. Rieducazione alla creatività e recupero dei valori, sono le due vie intraprese dagli stilisti per questa fashion week alquanto anomala. Tra le righe si legge la volontà di costruire uno stile personale, fatto di pezzi nuovi, d’archivio, interpretati o ri-editati utilizzando tecnologie, materiali sostenibili e/o naturali. Gli accessori, tra scarpe, borse, gioielli, si allontanano dal fa­sh­ionismo, conservando uno charme rilassato e consapevole (hard chic?!), mettendo così alla prova personalità e originalità. L’artigianato, mondo delicato, estetico, fatto di cose belle realizzate da mani esperte e di produzione unica, a volte tramandata di generazione in generazione. L’artigiano non è un lavoro qualunque, è un lavoro che si impara con esperienza e manualità. Il mondo cambia, è vero, ma la creatività non si è mai piegata a una società che spesso ci vuole tutti uguali, e continua oggi a far sognare e cercare una continua evoluzione.

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Haute Couture

L’alta moda o haute couture è il settore dell’abbigliamento nel quale operano i creatori di abiti di lusso.

L’industria Couture nacque nel 1850 a Parigi dove i migliori stilisti organizzavano, per i loro clienti più esclusivi, delle piccole presentazioni nelle loro maison. Il primato di Parigi rimane per decenni indiscusso in Europa e nel mondo. Nel 1951 il marchese Giovanni Battista Giorgini, un brillante imprenditore, lancia l’alta moda italiana organizzando a Firenze, per la stampa, clienti dell’aristocrazia e buyers americani, le prime sfilate dei principali stilisti italiani come Schubert, Antonelli, Carosa, Ferdinandi, Simonetta, Fabiani, Mingolini-Gugenheim, Garnett, Giovannelli-Sciarra, Veneziani, Marucelli e le sorelle Fontana. L’esordio dell’alta moda italiana avviene il 12 febbraio 1951 nella abitazione privata di Giorgini, ma già dall’anno successivo viene utilizzata la Sala Bianca di Palazzo Pitti che sarà per anni la storica sede della moda italiana. In quella occasione Giorgini lanciò anche il diciottenne Roberto Capucci di cui nel 2019 Anna Fendi nel docu-film La moda proibita di Ottavio Rosati dirà: Roberto Capucci è il Dio della moda. L’ha fatta lui, l’ha inventata lui l’alta moda italiana. 

Il settore ruota attorno a varie case di moda, alcune delle quali assai antiche, conosciute grazie a marchi ben pubblicizzati presso il grande pubblico. L’Alta Moda ha per oggetto creazioni lussuose e straordinarie e su misura destinate a una clientela di lusso. I principali esponenti dell’Haute Couture in Europa sono Dior, Gucci, Chanel, Balenciaga, Saint Laurent, Givenchy, Armani, Capucci, Valentino, Vuitton e Furla che in modalità varie affiancano alle collezioni di Alta Moda una produzione di abiti confezionati in vendita in negozi di vari paesi. In ognuna di queste case lavorano grandi stilisti, disegnatori e addetti al marketing. Essi propongono le loro innovative creazioni per mezzo di sfilate di moda aperte alla stampa e ai compratori (buyers), con l’intento di anticipare le tendenze della moda. Alcune case d’alta moda sono proprietarie di marchi dedicati ai settori del prêt-à-porter e degli accessori.

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Rita Fiorentino – Make Up Artist

Mi chiamo Rita Fiorentino sono una truccatrice da circa 20 anni, ho iniziato a Torino lavorando nel campo della musica e del teatro. Sbarco poi a Milano dove tuttora lavoro per la moda e la pubblicità, mi occupo di sfilate, editoriali e di moda, in particolare moda.
Ho capito che in questa professione per me è l’importante è creare sempre nuovi personaggi che mi affascinano e lavoro nella moda per poter trasmettere un immaginario, d’altronde per me i sogni fanno parte della vita. La mia carriera mi ha portato a lavorare con molti fotografi importanti come Toni Thorimbert, Toni Meneguzzo, Marino Parisotto, Stefania Papparelli, Lady Tarin. Tra i vari editoriali ci sono Amica, Elle, Gioia, Urban, Lampoon, L’Officiel.

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Fotografia

I Grandi della Fotografia

Annie Leibovitz

 

 

 

Nel museo delle opere immortali c’è un famoso ritratto fotografico degli anni ’80, la figura esile e nuda di John abbraccia con trasporto quella vestita e distaccata di Yoko Ono. Ci abbassiamo a leggere l’autore della foto e scorgiamo un nome. Andiamo in un’altra stanza e una donna nuda, gravida, di profilo ci saluta, Demi Moore fu la prima a sdoganare quel genere di foto. Prima di allora le donne incinte nascondevano il loro corpo, intimorite dalla morale comune contraria a mostrarsi in quella fase. Leggiamo l’autore ed è di nuovo il nome di prima: Annie Leibovitz.

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Helmut Newton

Helmut Newton e’ una delle figure piu’ controverse della fotografia mondiale. Viene introdotto alla fotografia da Elsie Neulander Simon, fotografa berlinese specializzata in moda, ritratti e nudi. Costretto ad emigrare in Australia dal regime nazista, vivra’ poi anche a Parigi, Montecarlo e Losa Angeles. Riscosse i primi successi scattando per la versione inglese di Vogue negli anni ‘50, per poi divenire uno dei piu’ importanti fotografi di moda di tutti i tempi.  Raggiunse l’apice della sua carriera a cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70, quando divenne una vera e propria celebrita’.

A parte le fotografie di moda, sono famosi i suoi ritratti ai grandi personaggi del ‘900. Ha pubblicato decine di libri ed i suoi lavori sono stati pubblicati in tutto il mondo. Su Helmut Newton  girano le opinioni piu’ disparate. Per qualcuno e’ un genio che elevato la fotografia di moda ad arte; per altri e’ un misogino le cui fotografie hanno oltrepassato i limiti dell’accettabilita’. Lui stesso era consapevole dei giudizi controversi che attirava, e su quell’immagine da cattivo ragazzo ci costrui’ buona parte del suo personaggio.  Una sua frase, forse la  piu’ famosa, spiega ben l’inclinazione di Newton:  «Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione».

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