Elisabetta Franceschini – L’Arte di Elisabetta



 


Mi racconto un po’… ho sempre disegnato ancora prima di parlare, è stato il mio modo di comunicare. Con gli anni ho cambiato e perfezionato la mia tecnica, ho sempre seguito l’istinto e l’impulso del mio estro creativo. Vari periodi della mia vita sono associati al mio modo di dipingere e alle mie ispirazioni. Organizzando e partecipando a vari eventi ho avuto la possibilità di conoscere molte persone differenti. Grandi artisti, viaggiatori o semplicemente persone con realtà e mentalità diversa. Fondamentale la mia città per una influenza artistica, Venezia mi ha insegnato a vivere nell’arte, ma sicuramente anche Milano, che mi ha dato tantissimo e mi ha portato a scoprire una mondo diverso fatto di gente, moda, vita e molto altro, la porto nel cuore e l’esperienza vissuta è un valore aggiunto alla mia vita. Una crescita personale aumenta le capacità, la passione e l’interpretazione, tutto questo porta la voglia di esperienza nuove.

Elisabetta Franceschini


 

Una vita per l’arte


L’arte è l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice” (Albert Einstein) Nata a Venezia, fin da bambina il disegno è sempre stato il suo modo di esprimersi.Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, fondamentale per la sua formazione Artistica, da sempre influenzata dal surrealismo ispirata dal grande Salvador Dalì, ha cercato nelle sue opere di esprimere e far emergere emozioni e sensazioni utilizzando, ricercando e sperimentando varie tecniche pittoriche tra cui la pittura ad olio, l’acquerello e il disegno a grafite. Da vent’anni lavora presso il suo laboratorio artistico, nella splendida cornice veneziana,ricreando le maschere del teatro della commedia dell’arte e interpretandole nel rispetto della tradizione, ricercando,anche in questo contesto, creazioni originali per esprimere pienamente la fantasia deicolori e delle forme. Nella sua carriera artistica ha partecipato a diverse mostre collettive: “Premio Nazionale di pittura Salvatore Fiume” “Rassegna internazionale Pittura-Grafica-scultura-naïf”. Terzo posto al “Concorso Internazionale Modernate” Iscritta al catalogo Pittori del 900 “Il Quadrato” Frequenta una scuola di fumetto “Comix school” imparando la tecnica dell’inchiostrazione giapponese stile Manga, che metterà in pratica anche in alcuni suoi dipinti. Attualmente alcune delle sue opere sono esposte in gallerie a Firenze ed a Roma.

Avendo così la possibilità di confrontarsi con altri artisti, crescendo e spingendola a cercare sempre nuove forme di espressione. Il percorso evolutivo di un artista non deve prescindere dalla continua ricerca di tecniche e soggetti a cui far esprimere sentimenti, sensazioni ed emozioni sempre nuove per lei e per chi apprezza la sua arte. L’Arte è un qualcosa da condividere, è una testimonianza è un’espressione, per anni ha cercato di esporre la sua arte, ma la sensazione era sempre quella di aver solo speso…per questo dopo aver incontrato persone pronte a sostenere come lei una idea, un progetto, una motivazione che pian piano si è concretizzata, ha deciso di creare Altheo Network, il primo Network che unisce Artisti e viaggiatori, un occasione per tutti noi di esserci, un modo per dimostrare la nostra arte e il nostro valore. Perché come diceva Giorgio Gaber “libertà è partecipazione”.


Fuorisalone 2024 – Milano Design Week – Mostra personale: “Quando ero una bambina”.   Admiral Hotel – City Life


 

 


Quando ero bambina ero una bambina curiosa e grazie a un’osservazione più approfondita ho scoperto che le superfici di tutte le cose che sono intorno a noi, hanno una loro specifica luce che le rendono uniche e diverse l’una dall’altra. La mia passione per i motori è sempre stata presente sin dalla mia infanzia, tanto da unire la mia arte per la pittura con quella dei motori, auto e motociclette ma non solo, anche la storia che hanno fatto, scandendo il tempo e i ricordi.



Ho voluto ritrarre il grande campione in questa immagine che ricorda un momento inconsueto ed emozionante.
Era il 21 novembre del 1981, quando avvenne una sfida singolare all’aeroporto di Istrana. In pista, per uno sprint incredibile a tutto gas, si confrontano un F 104 Starfighter (l’intercettore più veloce dell’epoca) e la Ferrari 126 C di Gilles Villeneuve. E non solo: quel giorno parteciparono alle sfide anche le Brabham guidate da Nelson Piquet e Riccardo Patrese e l’Alfa Romeo di Bruno Giacomelli. Si racconta che ad assistere alle gare erano presenti 80 mila spettatori entusiasti. A fine giornata Villeneuve, per sfuggire alla folla dei fan che volevano a tutti i costi un autografo, dovette travestirsi da aviere. Chi vinse? Alla fine a primeggiare fu proprio la monoposto: staccando un tempo di poco superiore ai 16 secondi, Villeneuve riuscì a battere il caccia a reazione, che risultò più lento di circa 3.5 secondi. Per me meritava di essere immortalato in un mio dipinto.
Gilles Villeneuve
Acrilico su tela 100×70

 

Ferrari a Le Mans- 1969. La Ferrari partecipò con due Berlinette 312P (essenzialmente vetture di F1 con carrozzerie diverse) guidate da Perdo Rodriguez/David Piper (18) e Chris Amon/Peter Schetty (19).
Acrilico su tela 90×70. Un lavoro lungo e di continua ricerca.

 



La mia opera “Ferrari a Le Mans – 1969” in esposizione alla galleria San Gregorio Art Gallery a Venezia

 
 
 
 
 
 
Scuderia Lancia (ITA) – D50
Acrilico 70×50

 

 




“Il Pilota Gentiluomo” dedicata a Michele Alboreto. “Perchè il vento restituisce al cielo la sua luce, perché il ricordo non sbiadisce, il ricordo si adatta, il ricordo si adegua a ciò che amiamo ricordare.”





Maria Teresa De Filippis, prima donna Italiana a correre in Formula 1. Dal debutto al Giro di Sicilia nel 1948 la De Filippis ha corso con Fiat, BMW, Osca, fino all’ingresso nella massima Formula nel 1958 su Maserati, sfidando non solo avversari di grande blasone, ma soprattutto lottando contro i pregiudizi dell’epoca.


Amelia Earhart, aviatrice di fine Ottocento originaria del Kansas. Infermiera nella Prima Guerra Mondiale, seconda solo a Lindberg, nel 1931 a tentare con successo la trasvolata dell’Atlantico, Amelia l’anno dopo fu la prima donna ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo. Morirà nel 1937 al secondo tentativo di fare il giro del mondo.


Bessie Stringfield, la regina Americana delle due ruote. Nel 1939 a 19 anni, con la sua Harley è partita per attraversare gli States, lottando contro i pregiudizi e razzismo: sempre in sella, sempre in viaggio, con la moto come casa.


 


 

 

 

 

 


Le opere di Pianeta Sci. “Ingo”.



 
 
 
Per i veri amanti dello sci “Ingo” Ingemar Stenmark è stato lo sciatore più vincente ed amato nella storia dello sci. Il suo palmares è incredibile; 3 Coppe del mondo generali, 15 di specialità, 2 ori olimpici e 5 iridati, oltre ad essere ancora oggi l’unico sciatore ad aver vinto 86 gare di coppa del mondo. Ma “Ingo” è stato anche il più amato, per il suo carattere e per il suo stile. Nel parallelo della Val Gardena del 1975 e sconfitto da Gustav Thoeni, la loro stretta di mano alla fine della gara è stato il vero testimone di due leggende. L’inventore ed il perfezionista del “passo spinta”che in quegli anni è stata forse la più grande rivoluzione dello sci.
Acrilico su tela 80×60.

 


 

Moto in Laguna


Di solito sono sempre i luoghi dove si abita che rispecchiano l’anima di una persona. Vita vissuta tanto a lungo in un posto che finisce per essere un’estensione di te, diquello che sei e che fai. Ed è qui, in questo universo di colori e pennelli, stracci, spatole, colla e forbici, che ho sempre pensato di lasciare libera la mia creatività. Così è nato questo connubio, moto e laguna, un intreccio, inconsueto di passioni. L’unicità della mia città e l’omaggio alle due ruote come forma d’arte.


 

Franco Picco “Collezione Privata”


 
 
Questo è il primo dei quattro dipinti da me realizzati per raccontare la leggendaria carriera di Franco Picco. Ricordi di grandi imprese e momenti ricchi di passione, un vero onore per me. Franco Picco è un campione che trasmette concretezza, ha dimostrato tutto il suo coraggio e trasmesso ai piloti di ogni disciplina; tenacia, caparbietà e capacità di raggiungere i suoi obiettivi. Presto avrò il piacere di consegnarla direttamente a lui. Le altre tre opere racconteranno episodi della sua straordinaria avventura e ogni opera, sarà accompagnata da un certificato di originalità con l’autografo del grande campione.




Miki Biason


La particolarità di dedicare i miei dipinti a dei campioni, come Miki Biasion è nata per la voglia di sognare insieme a loro, immedesimarmi nella corsa e vivere un po’ le loro emozioni.