Milano Fashion Week

 


Evviva Milano, evviva la settimana della moda che riparte (finalmente) all’insegna delle collezioni moda primavera/estate 2023.

L’edizione di settembre della MFW ospiterà un ricco calendario di fashion show ed eventi aperti alla città promossi da brand di grande rilievo, in parte ancora in fase di definizione per quanto riguarda le location. E’ possibile anticipare che, il 14 settembre 2022 verrà inaugurata alle ore 10.00 la sede di Milano dell’ Accademia Costume & Moda in via Antonio Fogazzaro 23. Dalle 10.00 alle 17.00 talks e workshop e alle ore 18:00 conferenza stampa. A seguire, fashion show delle collezioni di 15 studenti del Master in Creative Knitwear Design.

Il 20 settembre 2022 a Palazzo Marino – Sala Alessi – si svolgeranno i “Fashion Community Awards – Chi è Chi Awards 2022” che inaugurano ogni anno a settembre il calendario delle sfilate della Milano Fashion Week. Nel corso della manifestazione verrà assegnato un riconoscimento alla carriera a personalità del mondo dell’imprenditoria, in base ad una tematica tutti gli anni diversa ispirata ad argomenti di attualità che coinvolgono l’ambito della comunicazione della moda. Il tema per la scelta dei candidati dell’edizione 2022 è “The Human Touch”, inteso come tocco umano che ha motivato la resilienza della moda e le sue strategie per affrontare le nuove sfide su sostenibilità, digitale, ricerca, arte, metaverso, inclusione. Nella stessa data CNM ha organizzato l’ottava edizione di Milano Moda Graduate, manifestazione dedicata alle eccellenze delle scuole di moda italiane dove sfileranno i più talentuosi studenti con l’obiettivo di celebrare e promuovere a livello nazionale ed internazionale queste fucine di creatività e alta professionalità.  Sempre a partire dal 20 settembre fino al 4 ottobre, Milano renderà omaggio in via della Spiga con la mostra “Flowers” a Giovanni Gastel: nella via della moda fiori e modelle in fotografie memorabili dall’indimenticato tratto Made in Italy.

Dal 23 al 26 settembre 2022, Milano accoglierà per il settimo anno consecutivo una kermesse di giovani talenti di origine africana, l’Afro Fashion Week. A seguito del successo mediatico e di partecipazione del pubblico, verrà riproposta sempre in via Mercanti, la “Casa del Falso”, l’esposizione di oggetti di lusso contraffatti al fine di sensibilizzare sul tema e rendere noti gli sforzi delle istituzioni nella lotta al mercato della contraffazione, promuovendo acquisti sicuri e consapevoli da parte dei cittadini. Il progetto prevede l’esposizione, all’interno di una struttura trasparente, di articoli contraffatti che imitano modelli di noti e prestigiosi marchi del lusso, oggetto di sequestro da parte della Guardia di Finanza.  Anche per questa stagione, CNMI offrirà la possibilità di seguire l’evento sul suo sito: l’associazione mette a disposizione la sua piattaforma per fruire in modalità digitale di tutti i contenuti della Milano Fashion Week, tra cui sfilate e presentazioni, consentendo di coprire l’evento su scala mondiale. Non mancherà neppure la possibilità di vedere le sfilate in diretta streaming dal maxischermo in Piazza San Babila, nel cuore del Fashion District milanese.


Redazionali



Ora che l’allentamento delle restrizioni ha permesso la ripresa degli eventi, a Milano si torna a sfilare. La Fashion Week dedicata alla moda femminile, in programma dal 20 al 26 settembre.  Il ritorno agli eventi in presenza. La pandemia ha dato un duro colpo al sistema moda, cancellando sfilate ed eventi in tutto il mondo. Le fashion week sono diventati digitali e i brand hanno iniziato a presentare le loro collezioni tramite video spettacolari. Ora, grazie al generale miglioramento, si inizia a pensare a un ritorno alle “vecchie” sfilate in presenza, con stampa e buyers seduti ad applaudire. Tutto, ovviamente, nel rispetto delle norme di sicurezza: tamponi per gli addetti ai lavori, distanze e mascherine. Si torna timidamente anche agli eventi, tra cui un cocktail di inaugurazione organizzato da Camera Moda.




Le Sfilate




Pronto il calendario provvisorio della fashion week dedicata alle collezioni donna per le primavera estate 2023 che avrà luogo dal 20 al 26 settembre a Milano. Nel dettaglio, l’edizione della fashion week di settembre vede in calendario 67 sfilate, di cui 61 fisiche e 6 digitali. Tra le novità di questa edizione il ritorno in calendario di Salvatore Ferragamo, Boss, Antonio Marras, Vivetta, Moncler e Anteprima, che festeggeranno rispettivamente il 70esimo e 30esimo anniversario.

Presenti per la prima volta in calendario sfilate fisiche: Bally, Stella Jean/Wamy e Matty Bovan supported by Dolce& Gabbana, mentre Mmusomaxwell farà il debutto nel calendario digitale. “Nello spirito di continuare a supportare le nuove generazioni di designer, Maison Valentino, insieme a Cnmi, ospiterà sul suo canale Instagram, il live della sfilata di Act n°1, beneficiario del Grant del Camera moda fashion trust di quest’anno, insieme a Cormio e Vitelli, anch’essi nel nostro calendario sfilate. Dolce&Gabbana supporterà il designer inglese Matty Bovan, rendendo possibile il progetto nella sua totalità, dalla fornitura di tessuti e materiali, alla realizzazione della collezione, fino al debutto sulle passerelle milanesi”, si legge in una nota di Camera moda. In quest’edizione la città di Milano verrà coinvolta attraverso diversi eventi, tra cui sfilata di Diesel, che sarà aperta al pubblico, previa registrazione online e la sfilata di Anteprima nell’Arena Civica di parco Sempione, a celebrazione dei 30 anni del brand.


Il 21 settembre sfileranno, tra gli altri, Antonio Marras, Calcaterra, Diesel, Alberta Ferretti

In apertura della Milano fashion week, il 20 settembre, l’ottava edizione della sfilata di Milano moda graduate, la manifestazione che valorizza il talento degli studenti provenienti dalle migliori scuole di moda italiane. In chiusura, la sera del 25 settembre, i Cnmi Sustainable fashion awards, l’evento che torna con la sua quinta edizione, ed è dedicato alla premiazione di personalità e realtà virtuose che nel mondo della moda italiana e internazionale si sono distinte per l’impegno dedicato alla sostenibilità nella sua accezione più alta.


Il 23 settembre sfileranno, tra gli altri, Missoni, Etro, Gucci, Sunnei, Vivetta, Versace.

Il 21 settembre sfileranno, tra gli altri, Antonio Marras, Calcaterra, Diesel, Alberta Ferretti. Il 22 toccherà a Max Mara, Genny, Dsquared2, Emporio Armani, Blumarine, Moschino. Il 23 settembre, sfileranno, tra gli altri, Missoni, Etro, Gucci, Sunnei, Vivetta, Versace. Il 24 saliranno in passerella Ports 1961, Ermanno Scervino, Jil Sander, Salvatore Ferragamo, Trussardi, Bottega Veneta e Moncler. Il 25 settembre toccherà, tra gli altri, a Luisa Beccaria, Luisa Spagnoli, Hui, Elisabetta Franchi.




Back Stage





La storia della moda a Milano, la capitale dello stile.

Un sogno prêt-à-porter il cui incanto non finisce mai

La storia della moda a Milano comincia, in realtà, in quel di Torino. Siamo nel 1935 quando, nel capoluogo piemontese, viene fondato l’Ente nazionale della moda italiana col preciso intento di promuovere la moda italiana tanto a livello nazionale quanto internazionale. D’altronde, in questo periodo è noto all’estero praticamente solo Salvatore Ferragamo, diventato celebre come creatore di scarpe per Rodolfo Valentino, Mary Pickford e molti altri.


A cambiare gli equilibri ci pensa il boom economico, con Milano che viene scelta come sede dai principali editori italiani, da Rusconi a Mondadori. Ed è proprio in questo periodo, e grazie alla sinergia che s’innesca tra moda e giornali, che questa città comincia ad affermarsi come punto di riferimento per lo stile all’italiana. La moda, così, si trasforma, diventando un’industria culturale in cui il ben fatto si mescola al pensiero intellettuale tramutandosi, con la rivoluzione studentesca, anche in manifesto sociale oltre che oggetto si saggi di sociologia e protagonista assoluta delle riviste di moda del tempo, da Gioia ad Amica, da Grazia ad Annabella. Siamo nel 1967 quando la città vede nascere una delle prime realtà destinate a cambiarla per sempre, il negozio di Elio Fiorucci in Galleria Passarella. Pioniere, eclettico, capace come nessuno di intercettare le tendenze, apre le porte di questo spazio trasgressivo e luminoso, colorato e pop, così tanto da essere amato anche da Andy Warhol. Ma sono anche gli anni di Mila Schön, la signora dello stile che veste le donne della borghesia milanese: i suoi capi, eleganti ma asciutti, lineari e senza fronzoli, sono il primo barlume dello stile alla milanese oggi copiato in tutto il mondo, essenziale e amato, ai tempi, da alcune delle donne più famose ed eleganti di sempre, Jacqueline Kennedy in primis. 


.E a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta avviene la consacrazione di Milano come città della moda, al pari di Parigi, Londra e New York. Merito di tre grandi stilisti, soprannominati “le tre G”: Giorgio Armani, che raggiunge la consacrazione vestendo Richard Gere in American Gigolò, Gianfranco Ferré e Gianni Versace, giovane calabrese visionario e, poco più tardi, inventore di un fenomeno internazionale, le top model. Ma la Milano da bere, la Milano degli yuppies è anche la Milano che vede crescere Krizia, il luogo in cui nasce il sodalizio creativo tra Domenico Dolce e Stefano Gabbana, la città che accoglie il genio di Franco Moschino per poi salutarlo solo nel 1994.


A incastonare nella memoria le loro creazioni, e non solo, una delle penne più visionarie che la storia dell’editoria di moda abbia mai avuto, Anna Piaggi. Arrivata a Vogue Italia nel 1968 come traduttrice, inaugura le sue rivoluzionarie Doppie Pagine nel 1988: una rubrica caleidoscopica in cui forme, colori, parole si fondono in un’unica suggestione. Un personalissimo alfabeto per parlare di moda alla moda, tra le letture più amate del fashion system fino al 2012, anno in cui scompare l’eclettica giornalista. Questi sono solo alcuni dei nomi, volti e teste pensanti che hanno scritto la storia della moda a Milano, facendola entrare nell’Olimpo delle capitali del ben vestire: a conferma di ciò la scultura Ago, Filo e Nodo in piazzale Cadorna, omaggio di Claes Oldenburg all’operosità milanese e, soprattutto, alla sua visione della moda.