
La famiglia di Elefanti racconta del lungo viaggio di un branco di questi meravigliosi animali tra pericoli e vita sociale. È la storia di Shani e il suo cucciolo Jomo che con tutto il branco intraprendono l’annuale migrazione alla ricerca di cibo e acqua attraversando il deserto del Kalahari, con le sue volubili condizioni atmosferiche e i suoi pericoli. A guidarli Gaia, la matriarca, che con la sua saggezza ed esperienza cercherà di tenere il branco al sicuro lungo un percorso già solcato dalle zampe dei suoi antenati. I legami tra gli Elefanti sono forti e duraturi e vederli uniti nel loro pericoloso ma vitale viaggio rappresenta l’ennesima lezione che la natura sa impartirci.
Tra paesaggi mozzafiato, incontri inaspettati e pericoli nascosti, questo documentario racconta con semplicità e chiarezza le difficoltà del viaggio. Il tono in cui viene narrato, spesso giocoso e molto elementare, lo rende molto adatto ai bambini: nonostante non ci vengano risparmiati momenti drammatici, la vivacità delle immagini e del racconto riescono a catturare l’attenzione coinvolgendo lo spettatore e facendo leva tanto sulla curiosità quanto sulle buffe peripezie del piccolo Jomo, star indiscussa di La Famiglia di Elefanti, piccolo del gruppo e animale giocherellone. Attraverso i suoi occhi impariamo anche noi la brutalità del mondo selvaggio in un habitat in cui anche una semplice pozza di fango può trasformarsi in un pericolo.
Possiamo notare, fin dai primi minuti e dalle prime immagini, la cura nella realizzazione di questo documentario. Seguire un branco di elefanti nel loro lungo viaggio già di per se non è cosa semplice, ma grazie all’uso sapiente dell’attrezzatura possiamo avvicinarci a loro, nei momenti di pericolo così come in quelli di gioco, i più divertenti e sorprendenti capaci di intenerire anche i più restii a lasciarsi coinvolgere. Le strette inquadrature sul muso degli elefanti cercano di indagare le sensazioni ed emozioni di questi grandi animali; le riprese aeree, invece, ci mostrano lo sforzo, il logorio del viaggio e le sterminate distese nelle quali orientasi non è cosa da poco, un processo frutto di anni di esperienza e di peregrinare. Una menzione speciale va alla colonna sonora ad opera di Ramin Djawadi (Il trono di spade, Westworld) che accompagna alla perfezione ogni situazione, enfatizzando i momenti di tensione così come quelli di tenerezza. La famiglia di Elefanti è un’opera interessante e ben realizzata che consigliamo di non perdere perché dalla natura c’è sempre qualcosa da imparare.

