I Viaggi del Cuore di Patrizia e Gabriele Maccarinelli – India – Jodhpur




Lasciamo Jaisalmer e dopo circa 6 ore di autobus arriviamo a Jodhpur, ai confini del Deserto del Thar. La città è chiamata anche la città blù per il colore predominante delle case dei Brahmani, sacerdoti appartenenti alla casta più alta. La nostra guida ci spiega inoltre che questo colore serve anche come ottimo  repellente per gli insetti, numerosi nella città e molto fastidiosi. Prima di visitare Jodhpur ci fermiamo al Jaswant Thada, un imponente cenotafio di marmo costruito su di una collina e voluto dal Maharaja Sardar Singh nel 1899  per commemorare suo padre, il Maharaja Jaswant Singh II. All’interno ospita una galleria con i ritratti dei sovrani di Jodhpur ed altre due tombe.






È circondato dal muro di pietra medievale della città e attorno si trovano dei graziosi giardini ed un piccolo lago. Il cenotafio è una meraviglia architettonica con lastre di marmo finemente scolpite e numerosi intricati intagli, e la luce del sole che penetra all’interno ne esalta la bellezza. Il bianco  memoriale chiamato anche “Taj Mahal di Marwar”, attualmente serve come terreno di cremazione per la famiglia reale. L’attrazione principale di Jodhpur è però  l’imponente Forte di Mehrangarth, il ”forte del sole”, costruito su di una collinetta alta circa 150 metri, che si erge verso il cielo con i suoi muri alti ben 40 metri.



Per raggiungerlo bisogna attraversare sette porte che portano i segni delle battaglie combattute nel passato. Fu eretto nel 1458 dal capo rejput Rathore Rao Jodh ed è stato la residenza dei regnanti per centinaia di anni fino a diventare, ai giorni nostri, un museo con numerose sale espositive. All’interno si trovano numerosi palazzi con grandi cortili ed uno di questi è il Moti Mahal o Palazzo delle Perle, dove si trova il trono reale di Jodhpur: lo Sringar Chowki. L’esterno dei muri in arenaria sono scolpiti così perfettamente da sembrare intagliati nel legno, non nella roccia, e sono meravigliosi.




Visitiamo le diverse sale tra cui una dedicata ai palanchini che venivano usati per cavalcare gli elefanti, la sala delle armi e la sala dedicata ai fumatori di oppio con vari narghilè. Ammiriamo  la stupenda camera da letto del Maharaja, una galleria di specchi visitabile solo da fuori ed altre sale, una più bella dell’altra. Dalla sommità del Forte si ha una vista mozzafiato della città. Rudyard Kipling scrisse : “è un palazzo che potrebbe essere stato costruito dai titani e colorato dal sole del mattino”.



Scendiamo dal Forte e ci inoltriamo tra le vie del caotico e rumoroso mercato della città con tanti negozi che vendono le immancabili colorate pashmine, splendide stoffe, essenze profumate e soprattutto tante qualità di spezie.Nel cuore del vecchio quartiere si trova la Torre dell’Orologio, un edificio che merita di essere visto ed è il fulcro della vita locale e punto di riferimento per i turisti che visitano la città. Al tramonto prendiamo l’immancabile tuk tuk che ci porta al nostro autobus: domani ci aspetta un’altra nuova splendida città…