I viaggi del cuore di Patrizia e Gabriele Maccarinelli – Sulle tracce de “ll richiamo dell’ Africa” – Kenya e Tanzania




Il meraviglioso  documentario del nostro amico Jambo “Il richiamo dell’Africa”, proiettato all’Hotel Admiral di Milano a metà dicembre, ci ha letteralmente stregato e così, senza pensarci troppo, abbiamo deciso di visitare questi splendidi luoghi organizzando un safari nei parchi più belli del mondo ossia il Masai Mara, Tarangire, Ngorongoro e Serengeti.

Dopo il Sudafrica, la Namibia, lo Zimbabwe ed il Botswana ci mancava la cosidetta  “cigliegina sulla torta”.

Un safari in Africa è molto più di un viaggio: è un’immersione totale nella natura incontaminata tra paesaggi mozzafiato, fauna selvatica straordinaria e tradizioni millenarie.


Se c’è un itinerario che incarna l’essenza più autentica di questa esperienza, è quello che attraversa il Masai Mara in Kenya ed i grandi parchi della Tanzania.




Safari in Africa: un’avventura tra Masai Mara, Tarangire, Ngorongoro e Serengeti




Masai Mara.


All’arrivo a Nairobi troviamo ad  accoglierci  la nostra guida che con la sua jeep ci codurrà, in circa quattro ore di viaggio, nel Masai Mara.  Situato nel sud-ovest del Kenya è una delle riserve naturali più celebri al mondo. Qui la savana, la VERA savana, si estende a perdita d’occhio, punteggiata da acacie e solcata dai corsi d’acqua. Il Mara è famoso per la sua incredibile concentrazione di animali selvatici: leoni, leopardi, elefanti, giraffe e innumerevoli antilopi si muovono liberi nel loro habitat naturale. Ma lo spettacolo più emozionante è senza dubbio l’inizio della Grande Migrazione, da luglio ad agosto, quando milioni di gnu e zebre attraversano il fiume Mara,


Sfidando coccodrilli e predatori in un’epica lotta per la sopravvivenza. Un safari nel Masai Mara è un’esperienza che lascia un segno profondo nell’anima. Ci sono momenti che restano impressi nel cuore, emozioni che si intrecciano con la natura selvaggia e sensazioni che si fanno spazio tra la polvere dorata ed il vento della savana. Il primo respiro del mattino è l’arancio dell’alba che dipinge l’orizzonte. L’aria è fresca, carica di promesse, mentre il sole sorge lentamente, di fronte al nostro campo tendato. Alle sei siamo già in piedi, un po’ insonnoliti ma con il cuore che batte forte perché siamo sicuri che la giornata porterà incontri straordinari.  L’adrenalina dell’incontro con i grandi predatori non si può descriverla, bisogna viverla. La vista di un elegante ghepardo che si svela in tutta la sua bellezza, un leopardo che  attraversa pigramente la strada, una leonessa che chiama i suoi cuccioli e li guida a bere in una pozza d’acqua sono scene indimenticabili ed anche se il safari sulla jeep, guidata dalla nostra esperta  guida, su strade sterrate e sconnesse è faticoso, ci dimentichiamo di tutto e ci sentiamo immersi in un altro mondo. Di notte poi il cielo si accende di milioni di stelle, limpido ed infinito ed ammirarlo in silenzio  è un momento di pura magia. Un safari nel Masai Mara non è solo un viaggio, è un ritorno alle origini della vita un’esperienza che ti entra nel sangue e che, una volta provata non ti lascia mai più.





Visita ad un villaggio Masai.




Oltre alla straordinaria fauna ed ai paesaggi mozzafiato, un safari in questi territori offre anche l’opportunità di incontrare la comunità Masai. Visitare un loro villaggio significa scoprire una cultura antica, fatta di danze tradizionali, abiti sgargianti e racconti tramandati di generezione in generazione. Noi siamo stati accolti calorosamente con balli e canti di benvenuto e siamo stati invitati  simpaticamente a ballare con loro. La loro ospitalità sincera è stata un emozione che ci ha  scaldato l’anima. I Masai sono uno dei popoli più affascinanti dell’Africa, conosciuti per la loro cultura unica, il loro stile di vita tradizionale e il loro profondo legame con la natura. Vivono principalmente tra il Kenya e la Tanzania, nelle vaste pianure vicino al Serengeti ed al Masai Mara. Nonostante  la modernizzazione, molti di loro mantengono le antiche tradizioni ed il loro stile di vita semi-nomade


Il loro mondo ruota attorno al bestiame, soprattutto mucche e capre. Si spostano alla ricerca di pascoli verdi ed acqua e vivono in piccoli villaggi circolari fatti di capanne di fango, sterco e rami intrecciati che ci hanno fatto visitare. Nella comunità, gli uomini si occupano di proteggere il bestiame ed il villaggio dai predatori mentre le donne costruiscono le capanne e mungono il bestiame. Portano abiti colorati e collane elaborate che raccontano la loro storia ed il loro status sociale. I bambini crescono imparando fin da piccoli a predersi cura del bestiame e ad ascoltare le leggende del popolo. I Masai hanno una società strutturata in classi di età, e ognuno attraversa varie fasi della vita con cerimonie e riti di passaggio. Parlano il Maa, anche se molti conoscono lo swahili e l’inglese.




Il Tarangire: il paradiso degli elefanti.


Dopo quattro giorni di safari in Kenya, riprendiamo l’aereo a Nairobi per recarci in Tanzania. Il primo parco che visitiamo è il Tarangire, dove resteremo due giorni, situato nella regione settentrionale a circa 120 chilometri da Arusha. È  una delle gemme naturali del paese e prende il nome dal fiume che lo attraversa, fornendo una fonte d’acqua vitale per la fauna selvatica. Il parco è stato istituito nel 1970 e si estende per circa 2.850 chilometri quadrati. Questo luogo, spesso meno affollato riapetto ad altre riserve, è un vero gioiello per gli amanti della natura. Il paesaggio è dominato da imponenti baobab secolari che possono raggiungere i 25  metri di altezza e sono considerati sacri da molte tribù, dalle acacie ad ombrello e dalla presenza di immense mandrie di elefanti, che qui trovano rifugio durante la stagione secca. Se ne possono contare sino a 3000 esemplari. Noi li ammiriamo vicinissimi alla nostra jeep con i loro piccoli intorno che bevono avidamente dalle pozze d’acqua. Oltre agli elefanti si trovano zebre, gnu, giraffe, bufali, leoni, leopardi, ghepardi ed oltre 500 specie di uccelli: un vero paradiso per gli amanti del birdwatching. Il Parco Nazionale del Tarangire è una destinazione imperdibile per chi desidera esplorare la bellezza selvaggia della Tanzania. Trascorriamo solo una notte in un bungalow sulle rive del Lago Manyara che ci ricorda molto il Lago Inle situato in Myanmar ed il tramonto che ammiriamo dalla nostra terrazza è uno spettacolo indimenticabile.




Il Parco di Ngorongoro: un paradiso selvaggio



Situato nel cuore della Tanzania settentrionale, l’Area di Conservazione del Ngorongoro è una delle meraviglie naturali più spettacolari del pianeta. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979, questa riserva unica al mondo si estende su oltre 8.000 chilometri quadrati e ospita il cratere Ngorongoro, una caldera vulcanica intatta tra le più grandi e spettacolari del pianeta. Con un diametro di circa 20 chilometri ed una profondità di oltre 600 metri il cratere è un vero e proprio santuario della fauna selvatica. Qui vive una straordinaria concentrazione di animali, tra cui elefanti, bufali, iene, ghepardi e leoni. Inoltre il cratere è uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile avvistare il raro rinoceronte nero, specie in pericolo di estinzione. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo anche se solo da lontano e con il binocolo ma è stato ugualmente un momento emozionante. Nel cratere ci sono ampie praterie, laghi, paludi con una miriade di fenicotteri rosa e foreste che offrono rifugio a specie di uccelli. Oltre al cratere, nel Ngorongoro si trova un’immensa savana erbosa oltre a boschi dove si rifugiano i grandi predatori. Noi abbiamo avuto la fortuna di assistere all’inizio della Grande Migrazione e vedere migliaia di gnu e zebre con i piccoli nati da pochi mesi, che attraversavano l’area, dando vita ad uno spettacolo naturale meraviglioso ed emozionante. Nel Ngorongoro vivono anche le comunità Masai che da secoli coabitano armoniosamente con la fauna locale. Concludendo, il Ngorongoro è un luogo dove la natura regna sovrana e ci ricorda quanto sia importante proteggere il nostro pianeta. Un viaggio in questa terra incantata è un’esperienza che rimane impressa nel cuore.




Serengeti: il cuore selvaggio dell’Africa



L’ultima tappa del nostro avventuroso viaggio è il Parco Nazionale del Serengeti, anche questo un luogo spettacolare. Con una superfici di oltre 14.750 chilometri quadrati il parco è celebre per la Grande Migrazione. Come già spiegato nel paragrafo precedente, ogni anno oltre due milioni di gnu, zebre e gazzelle intraprendono un viaggio epico attraverso le pianure del Serengeti ed il vicino Masai Mara, in cerca di pascoli fertili ed acqua, seguiti da leoni, leopardi, ghepardi, iene in un ciclo eterno di vita e sopravvivenza.


Ma il Serengeti non è solo migrazione. È un santuario della biodiversità popolato da alcuni dei mammiferi più emblematici del continente africano. Elefanti, giraffe, bufali, si muovono tra gli sconfinati paesaggi della savana, colline rocciose, dove è facile avvistare dei leoni distesi pigramente al sole, e foreste fluviali, mentre miriadi di uccelli solcano il cielo tra cui il marabù ed il coloratissimo turaco di Fischer. Il nome Serengeti in lingua Maa signifca “pianura sconfinata” infatti qui l’orizzonte sembra non avere fine. Oltre alla straordinaria fauna, nel parco si trovano le antiche Gole di Olduvai, culla dell’umanità, dove sono stati scoperti alcuni dei più importanti fossili. Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1981, il Parco del Serengeti è più di una destinazione: è un simbolo di libertà e bellezza selvaggia. E la sera, nel nostro elegante campo tendato, ci sembra di essere  i protagonisti del film “La mia Africa”…… Un viaggio nel Serengeti è un viaggio nel cuore stesso dell’Africa, un’esperienza indimenticabile che riporta l’uomo alle sue origini.






 


Un viaggio tra Masai Mara, Tarangire, Ngorongoro e Serengeti è un susseguirsi di emozioni uniche come l’ammirare da vicino un branco di elefanti, osservare le zebre abbeverarsi nei fiumi, vedere  gli occhi degli  ippopotami che spuntano dall’acqua. Ammirare in silenzio un meraviglioso ghepardo, le leonesse con i loro cuccioli, vedere un leone che dorme sull’albero: tutto questo è pura adrenalina. E poi ancora la meraviglia di un tramonto infuocato. Un safari qui non è solo un viaggio, ma un’avventura che resta impressa nel cuore per sempre. Dopo questa esperienza non possiamo che condividere la frase conclusiva del documentario del nostro amico Jambo, che nel Masai Mara ci ha vissuto per sette anni: “Ci sono viaggi da cui non torni, sono i più belli: quelli che ti cambiano, dopo è diverso, tu sei diverso. Dopo un’esperienza così, mi son detto che tutto succede per un motivo. Se la tua vita cambia, lascia che cambi. Nessuno ci ha detto che la vita fosse facile….. ci ha solo promesso che valeva la pena viverla.” Desideriamo terminare il nostro racconto con questa citazione di Karen Blixen dal libro “La mia Africa”: “Il respiro del panorama era immenso. Ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema……Lassù si respirava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore. Ci si svegliava la mattina, e si pensava: Eccomi qui, è questo il mio posto”.