Spirito Libero – Ellora – India


 


“Il kailasa, la montagna dove si trova il paradiso di Shiva, è coperto di meravigliosi giardini”.
(Shivapurana).


 

 


 
 

Situata tra Ajanta e Aurangabad, questa località dei Ghat occidentali deve la sua notorietà al santuario dedicato al Kailasana-tha (signore del Kailasa, cioè Shiva), la più colossale opera di architettura rupestre mai realizzata in India.
Ma Ellora era un importante centro religioso già almeno un secolo prima dell’avvento dei Rashtrakuta (750 circa), cui si deve il tempio suddetto.
Datano al VII secolo, infatti, i diversi monasteri buddhisti e jaina scavati nella roccia, che riflettono un impianto consolidato nei secoli precedenti nell’architettura del Deccan: ampie sale pilastrate di pianta rettangolare circondate da celle monastiche e dotate, come in alcuni  vihara di Ajanta, di una cappella per  immagini di culto sulla parete di fondo (nella grotta 12 lo schema si ripete su tre piani).
Nella più antica tra le grotte buddhiste (la 5) due lunghe panche di pietra attraversano longitudinalmente la sala, sulle quali i monaci sedevano per le preghiere di rito, secondo l’uso che sarà tipico del buddhismo tantrico e zen.
L’attività architettonica proseguì, come si è anticipato, con i Rashtrakuta.
La realizzazione della grotta 16 (Kailasanatha) richiese diversi decenni; si pensa sia stata completata durante il regno di Krshna ( 757-773 ), ma verosibilmente era stata avviata dal suo precedessore Dantidurga.
Una datazione alla metà dell’Viii secolo, perlomeno del progetto architettonico, è avvalorata anche dalle affinità planimetriche con il tempio Virupassha di Pattadakal.




Il tempio comprende un ampio mandapa ipostilo cruciforme, con un corpo aggettante al centro di ogni lato, e il garbhagrha preceduto da un vestibolo.
Il Vimana, coronato da una sovrastruttura piramidale, è circondato su tre lati da cinque sacelli, anch’essi a forma di tempio dravida.
Nello spazio antistante il tempi si erge il padiglione contenente la scultura del toro Nandin, il veicolo di Shiiva, collegato tramite due ponti al santuario centrale e, come questo, situato su un podio alto 7 metri.


 

 

 




Questa spettacolare impresa architettonica aveva di certo un significato nella sfera della propaganda politica.
Realizzando un tempio assimilato al sacro monte Kailasa, i sovrani Rashtrakuta ricollocavano simbolicamente il centro del mondo all’interno dei loro domini.
La lavorazione dell’imponente edificio ebbe inizio dall’alto.
Come una gigantesca scultura, il tempio, con tutte le sue componenti architettonoche e le ricche decorazioni scultoree, prese gradualmente forma dalla roccia.





Varcata l’entrata si accede alla gigantesca “cava” al centro della quale sorge il tempio, che si sviluppa su due piani; altri ambienti di culto sono scavati nelle pareti della roccia.
A Ellora  furono scavati monumenti di culto nella parete rocciosa per un’estensione di oltre 1,5 km.
Le grotte più antiche, quelle più a sud, furono realizzate in epoca chalukya per la comunità buddhista.



 


 

 



Il programma iconografico rispecchia le concezioni più tarde del buddhismo mahayana; a queste si riconducono per esempio, la rappresentazione dei Buddha delle 10 direzioni e le numerose immagini di bodhisattiva, sul terzo piano.
Come in gran parte della produzione scultorea buddhista di epoca post-gupta, anche nella scultura buddhista di Ellora lo stile è asciutto, quasi rigido, e le forme appaiono come cristalizzate.


 

 

 



Una città unica, bellissima come bellissime sono le rappresentazioni di Shiva.
Il dio esegue la sua danza cosmica al cospetto di parvati, attorniato da musici e altre figure umane e celesti: questo ed altro da cornice ad una delle città più belle non solo dell’ India ma di tutto il mondo.


Le grotte di Ellora dove si incontrano arte buddhista, induista e jainista.

 
Ellora conosciuta anche come Elura e nei tempi antichi Elapura è un sito archeologico, storico, artistico e religioso  nello stato del Maharashtra, nell’India centrale.

Le grotte di Ellora risalgono dal VI al XI secolo d.C. e sono dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Qui per secoli induisti, buddisti e jainisti hanno scolpito nella roccia della scogliera locale monasteri, statue, cappelle e templi e l’esempio più spettacolare, eccellente e massimo di questa arte è il tempio Kailasa dell’VIII secolo d.C. che con i suoi 32 metri di altezza è il più grande monumento scavato nella roccia del mondo.


L’imponente monumento rupestre di Ellora si trova poco lontano da Aurangabad, nella catena degli Indhyadri dei Ghati occidentali ed è uno dei siti archeologici più importanti dell’India.  Scavate successivamente alle grotte di Ajanta, le grotte di Ellora rappresentano l’evoluzione di questa arte “scavatoria” che raggiunse  qui il suo apice.  L’elemento che contraddistingue le grotte sono l’imponenza di alcune opere, ma anche l’elevato valore artistico delle sculture che riproducono storie mitologiche, storia delle popolazioni locali, storia del buddhismo, induismo, jainismo, storia delle dinastie e scene di vita quotidiana, testimonianza unica e inestimabile.

Il sito comprende un totale di 34 grotte numerate da sud verso nord, suddivise in:

  • 12 grotte buddhiste (1-12)
  • 17 grotte induiste (13-29)
  • 5 grotte jainiste (30-34)


Grotte buddhiste

Le grotte buddiste (1-12) si trovano a sud del sito archeologico e sono tra le più grandi scavate ovunque e furono scolpite più tardi di quelle induiste, probabilmente tra il VII e l’VIII secolo d.C. nel periodo delle prime dinastie Chalukya. Tutte le 12 grotte sono vihara luoghi di riposo a eccezione della 12 che è un chaitya o sala di riunione.


Le decorazione interne di queste grotte mostrano figure del Buddha nelle sue varie forme e molti Bodhisattva, alcuni dei quali sono i primi esempi di raffigurazione ad esempio di Tara. Molti dei santuari interni sono affiancati da una figura di Bodhisattva. Alcuni riportano anche esempi di influenza induista nella raffigurazione di figure a quattro braccia.


La grotta 5 o grotta Maharvada è particolarmente grandiosa e insolitamente profonda 36 m. Ha 17 celle e un ampio salone rettangolare con due file di 10 colonne tra le quali sono incastonate panchine in pietra su due file. La funzione di questi rimane un mistero al di là della supposizione che i monaci si riunissero lì per assemblee di qualche tipo. Oltre al Buddha compaiono raffigurazione del bodhisattva della compassione Avalokiteshvara e il Buddha del futuro Maitreya.


La grotta 10 o grotta Visvakarma ha una delle più grandi figure di Buddha seduto. Quest’ultima grotta fu probabilmente scavata a metà del VII secolo. All’ingresso c’è un ampio spazio aperto e presenta una facciata estremamente imponente su due livelli. Il piano terra ha una facciata a quattro colonne mentre sopra si trova una veranda con una grande finestra centrale. Ai lati di questa finestra, che conduce a una galleria interna con volta a botte, si trova una nicchia profonda e riccamente scolpita e pannelli a rilievo.


La grotta 12 anche chiamata grotta Tin Tal è la più decorata delle grotte buddiste. Si tratta di una grotta a tre piani che contiene grandi statue del bodhisattva e numerose immagini dei sette Buddha in meditazione e nelle precedenti reincarnazioni.


Grotte induiste

Le diciassette grotte induiste (13-29) si trovano nel gruppo centrale del sito archeologico. Costruite tra il VII e il IX secolo sono molto elaborate alcune imponenti e narrative rispetto a quelle buddhiste.

La grotta 14 o grotta Ravana-ka-Khai probabilmente dedicata alle dee della fertilità Sapta Matrika. Ha un ampio passaggio pedonale e una sala colonnata che conduce al santuario interno. Le pareti interne sono decorate con cinque pannelli in rilievo, separati da pilastri decorati, e mostrano figure di Ganesh, Shiva, Durga, Lakshmi e  Vishnu.

La grotta 15 anche chiamata grotta Dasavatara deve il suo nome perché sulle pareti troviamo i dieci avatar o reincarnazioni di Vishnu. La grotta è un tempio a due piani, anche interessante in quanto contiene l’unica iscrizione antica significativa, che descrive una visita di Rastrakuta Dantidurga, un sovrano locale.

La grotta 16 non è una semplice grotta ma un meraviglioso e spettacolare tempio rupestre il famoso Tempio di Kailasa o Kailasanatha, di fatto la più grande struttura scavata nella roccia, un gigantesco santuario scolpito nella roccia che sembra uscire dal terreno e che sale fino a 32 metri. Per una descrizione più dettagliata rinviamo a questo articolo “Tempio di Kailasa o Kailasanatha, la più grande struttura scavata nella roccia”.

La grotta 21 anche chiamata grotta Ramesvara risale al VI secolo d.C. Tipico dei primi templi induisti è un santuario interno garbhagriha, un corridoio circumambulatoriale per i fedeli, vestiboli con doppi portici e ampie decorazione tramite fregi in altorilievo e incisioni raffiguranti scene dei testi sacri dei Purana. La grotta ha delle dee fluviali scolpite all’esterno, una scultura Nandi all’ingresso e all’interno un grande Shiva danzante Nataraja circondato da musicisti e Durga che uccide il re demone bufalo. Altri punti di interesse sono l’uso di figure di coppia per parentesi salabhanjika così come rilievi di elefanti e figure di mithuna o amanti.

La grotta 29 anche chiamata grotta Dhumar Lena sembra replicare la famosa grotta di Elephanta suggerendo un collegamento tra Ellora e Kalachuris. Le parentesi della figura della grotta 21 sono un’ulteriore prova di un legame culturale tra i due siti.

Grotte jainiste

Le cinque grotte (30-34) si trovano a nord del sito archeologico e costituiscono il nucleo jainista sono quelle architettonicamente più piccole ma più raffinate nelle rappresentazioni e decorazioni, probabilmente perché scolpite tra il IX e XI secolo verso il tramonto epoca d’oro di Ellora.

La grotta 30 anche chiamata chota Kailasa “piccola Kailasa” perché è una riproduzione in miniatura della grotta 16.

La grotta 32 o grotta Indra Sabha o sala delle riunione di India, è la più bella del gruppo jainista con un piano inferiore abbastanza spoglio, mentre il piano superiore è riccamente decorato con raffigurazioni dei tirthankara – fondatore e grandi maestri del jainismo – , altre divinità, colonne e sculture di animali.

Grotta 32  tra colonne e raffinate rappresentazioni tirthankara, grandi maestri del jainismo.

La grotta 33 anche chiamata Jaganatha Sadha contiene sculture dei tirthankara in ottimo stato di conservazione.

Info per visita

Le Grotte di Ellora sono una delle principali attrazioni turistiche del Maharashtra. Si trovano a circa 35 km da Aurangabad e 345 km da Mumbai.

L’aeroporto più vicino è Aurangabad collegato con voli giornalieri con Delhi e Mumbai. La stazione dei treni più vicina è ad Aurangabad.
Dall’aeroporto o dalla stazione ferroviaria con taxi, auto privata o bus locali si può raggiungere facilmente il sito in circa un’ora.

Di solito la visita delle grotte di Ellora è spesso combinata con la visita alle Grotte di Ajanta che si trovano a 100 km, grotte buddiste dalle splendide pitture murali, programmando un’escursione di un paio di giorni da Mumbai.

Le grotte sono aperte al pubblico tutti i giorni dalle 06:00 alle 18:00 (a seconda della stagione) escluso il martedì giornata di chiusura settimanale.
Il biglietto d’ingresso alle grotte di Ellora per gli stranieri è di INR 500 più altri 25 rupie per eventuali riprese video.

Un suggerimento: portatevi una lampada frontale o torcia per illuminare le pitture rupestri per apprezzare al meglio il sito e le sue meravigliose pitture murali.