100 lire nel Jukebox – Annalisa e Tananai – Storie Brevi




“Storie Brevi” di Annalisa e Tananai: un’estate d’amore lontana dal caos. I due sono moderni Bonnie e Clyde nel video che accompagna il singolo.

 

Dalla collaborazione tra Annalisa e Tananai ci si poteva forse aspettare un tradizionale brano estivo danzereccio, ha portato invece “Storie brevi”, singolo elegantissimo che racconta “l’altro lato” di un amore vissuto d’estate. Scritto da Annalisa e Tananai con Davide Simonetta (che con Tananai ne cura anche la produzione) e Paolo Antonacci, parla di cosa succede quando, nel bel mezzo d’agosto, l’amore tra due persone non si può concedere il lusso della superficialità. Il brano – con diversi inserti in lingua inglese (come “You got me feeling strano”, ovvero “Mi fai sentire strano”) – racconta un sentimento vissuto in città, con le persiane abbassate per non morire di caldo, la tv accesa per farsi compagnia e la rilassatezza di chi non ha bisogno d’altro.



Mentre il resto del mondo è al mare a godersi “storie brevi” senza capo né coda, i due protagonisti vivono l’uno per l’altra. I due amanti si prendono il rischio di non essere convenzionali, rischiando di innamorarsi e stare male, molto più umani degli altri con il “cuore di plastica”. Interessante, in questo arrangiamento minimale, è la nudità delle due voci che esalta l’intreccio del loro canto. Annalisa è già protagonista dell’estate con il brano di Don Joe, Gué e Ernia in “Istinto animale” e con il “non singolo”, già un tormentone in streaming, “Beatrice” con Tedua. In più, festeggia il terzo disco di platino con “Sinceramente” che ancora naviga alta nella top 50 di Spotify Italia. Dall’altra, Tananai ha presentato lo scorso marzo “Veleno”, un brano che si sta insinuando, dopo qualche tempo, nelle orecchie e nel cuore del pubblico. Da questo brano si evince che le cose migliori nella vita accadono a chi sa aspettare, a chi vola ma lo fa “piano piano”. Di questo, i due artisti sono campioni olimpici.

 

 

I favolosi anni ’60 – Le sorelle Giussani




Angela e Luciana: Le sorelle Giussani che hanno dato vita a Diabolik

La biografia delle donne dalla cui mente è nato uno dei fumetti italiani più longevi di sempre in pubblicazione da oltre sessant’anni.


Nel corso della sua storia, il fumetto italiano ha avuto come protagonisti autori e personaggi capaci di valicare i confini nazionali, disegnare magie e tracciare linee guida che hanno fatto scuola anche all’estero. Tra tutti, però, le sorelle Giussani meritano indubbiamente una menzione speciale: le due, infatti, hanno dato vita a un fenomeno chiamato Diabolik da donne vissute in un’Italia della seconda metà del Novecento. Il loro merito è dunque doppio e parla sì di talento creativo, ma anche di uno spirito imprenditoriale particolarmente affinato che, partendo dai gusti del proprio pubblico di riferimento, ha costruito esattamente ciò che i lettori volevano. Nelle prossime righe, dunque, abbiamo riassunto la biografia di Angela e Luciana Giussani, e il percorso che le ha portate a realizzare il loro capolavoro, come nostro omaggio a due menti brillanti che rivivono ancora oggi in ogni avventura pubblicata dalla Astorina.


La biografia delle sorelle Giussani


La storia di successo delle sorelle Giussani e il loro legame con Diabolik parte dalla figura della sola Angela. Nata il 10 giugno 1922 a Milano la ragazza dedica i primi anni della sua giovinezza alla carriera di modella, ma nel 1946 conosce e sposa Gino Sansoni, il proprietario della casa editrice Astoria Edizioni per la quale inizierà a lavorare di lì a poco. Assunta come responsabile della collana di libri per ragazzi, la Giussani decide però di licenziarsi pochi anni dopo per poter fondare l’Astorina con i soldi ricevuti dalla liquidazione e dedicarsi così a progetti in proprio. Scelta come sede un’ala del grande appartamento in cui marito e moglie vivono in via Leopardi 25, i primi lavori della neonata società sono in realtà un sonoro buco nell’acqua: Big Ben Bolt dura meno di due anni, ma il fallimento non demoralizza Angela che, leggendo un romanzo di Fantômas trovato per caso sui sedili di un treno, trova lo spunto creativo per dar vita al personaggio che la consacrerà a livello mondiale.


Nel novembre del 1962 nasce infatti Diabolik, alla cui pubblicazione la sorella Luciana inizierà a partecipare solo dopo tredici lavori già andati in stampa. La piccola, infatti, si era diplomata presso una scuola tedesca e aveva iniziato a lavorare in una fabbrica: anche per lei, tuttavia, l’indole creativa ha avuto il sopravvento e le storie scritte a quattro mani dalle due si riveleranno le migliori di sempre. Angela morirà il 10 febbraio 1987, lasciando la sorella a capo dell’attività: progressivamente anche lei si ritirerà a vita privata, pur continuando a scrivere le avventure di suo pugno fino al 2000, prima di morire nel marzo del 2001.


La nascita di Diabolik, capolavoro delle sorelle Giussani


L’opera Diabolik firmata dalle sorelle Giussani è interessante fin dal concepimento. Secondo Angela, infatti, il fumetto avrebbe dovuto adattarsi alle esigenze dei tanti pendolari, sempre alle prese con diversi mezzi di trasporto e dunque desiderosi di storie avvincenti e facili da leggere, contenute all’interno di volumi dalle piccole dimensioni. In merito alla scelta del genere, inoltre, due sono state le intuizioni geniali: da un lato, il già citato ritrovamento di un libro con protagonista Fantômas su un treno; dall’altro, un’approfondita ricerca di mercato dalla quale emerse la predilezione del pubblico per i romanzi gialli.


 

In quegli anni, poi, alcune riviste (tutte incentrate su vicende forti in grado di coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine) registravano grandi volumi di vendite. Le caratteristiche di Fantômas, dunque, furono il punto di partenza per lo sviluppo di un personaggio al contempo spietato, spaventoso e geniale che avrebbe dovuto incutere timore e rispetto in chiunque si fosse trovato a seguirne le avventure. Per enfatizzare lo stratagemma, poi, la Giussani decise di rappresentare nella prima copertina una donna che urlava di terrore e la scritta «per adulti», in modo da stuzzicare fin dalla vista l’interesse del suo pubblico.


Il successo di Diabolik tra fumetti e cinema


 

Come detto, dopo il primo fallimento rappresentato da Big Ben Bolt, il fumetto Diabolik si convertì in pochissimo tempo in un incredibile successo capace di consacrare Angela Giussani (e successivamente anche la sorella Luciana) nell’Olimpo dei fumettisti più importanti della seconda metà del Novecento.


 

La casa editrice Astorina, infatti, continua a ideare, disegnare e pubblicare le vicende del protagonista da più di sessant’anni collaborando di volta in volta con le penne più prestigiose del panorama italiano. La diffusione del personaggio, peraltro, non si è limitata alla sola Italia e molti sono stati i Paesi esteri in cui ha avuto risonanza: dagli Stati Uniti alla Polonia, dal Brasile alla Grecia passando per Argentina, Colombia, Messico, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Germania e Danimarca. Diverse, infine, sono state le apparizioni di Diabolik al cinema: nel 1968, per esempio, è stato protagonista dell’omonimo film di Mario Bava; nel 2021, invece, Diabolik dei Manetti Bros ha dato il via a una trilogia di cui il secondo capitolo (Diabolik – Ginko all’attacco) è atteso per il 17 novembre 2022.


 

Spirito Libero – Italia – Le Cinque Terre




Un territorio in cui mare e terra si fondono a formare un’area unica e suggestiva. Diciotto chilometri di costa rocciosa ricca di baie, spiagge e fondali profondi, sovrastata da una catena di monti che corrono paralleli al litorale. Terrazzamenti coltivati a vite e a olivo, il cui contenimento è assicurato da antichi muretti a secco. Un patrimonio naturalistico di grande varietà. Sentieri e mulattiere dai panorami mozzafiato. Cinque borghi, Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso, che si affacciano sul mare. Un ambiente in cui il lavoro secolare di generazioni ha trasformato un territorio inaccessibile in un paesaggio di straordinaria bellezza. Un’Area Marina Protetta e un Parco Nazionale che ne tutelano l’assoluta unicità. Queste, in sintesi, le Cinque Terre, dichiarate dall’UNESCO fin dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità.



Da ovest a est i paesi delle Cinque Terre sono Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Di questi Monterosso, Vernazza e Riomaggiore sono comuni, mentre Corniglia e Manarola sono frazioni, rispettivamente, di Vernazza e di Riomaggiore. Cinque borghi che si affacciano sul litorale (a eccezione di Corniglia) e le cui case hanno le tipiche facciate liguri color pastello. Alle loro spalle colline coltivate a vite e a olivo, attraversate da sentieri che li collegano ai rispettivi Santuari situati a mezza costa. Cinque paesi ancora oggi difficilmente raggiungibili se non con la ferrovia, perché le strade sono tortuose e il Sentiero Azzurro che li unisce è per lo più riservato agli appassionati di trekking. Difficoltà di accesso che, tuttavia, sono ancora oggi le garanzie più certe per la conservazione di un territorio unico al mondo.


I primi documenti storici sulle Cinque Terre risalgono all’XI secolo. Sorsero prima Monterosso e Vernazza mentre gli altri borghi nacquero più tardi, sotto l’egemonia militare e politica di Genova. Nel XVI secolo, per contrastare gli attacchi dei turchi, gli abitanti rafforzarono le vecchie fortificazioni e costruirono nuove torri di difesa. A partire dal Seicento le Cinque Terre conobbero un declino che si invertì solo nel XIX secolo, grazie alla costruzione dell’Arsenale militare della Spezia e alla realizzazione della linea ferroviaria tra Genova e il capoluogo. La ferrovia le fece infatti sfuggire al loro isolamento ma portò anche a un abbandono delle attività tradizionali. La conseguenza fu un aumento della povertà che spinse molti all’emigrazione all’estero, almeno fino agli anni Sessanta, quando lo sviluppo del turismo riportò il benessere.


La catena montuosa che corre parallela al mare a che sfiora gli 800 metri assicura alle Cinque Terre il riparo dai venti freddi. Le correnti meridionali, più calde e umide, risalgono verso il crinale e, scontrandosi con quelle fredde, sono la causa di frequenti foschie e di un’elevata piovosità. La vegetazione, tipicamente mediterranea, comprende il pino marittimo, il pino di Aleppo, il leccio, il finocchio di mare, la valeriana rossa, l’euforbia, la ginestra, il corbezzolo e il timo. Di grande interesse scientifico sono alcuni endemismi, come la Santolina ligustica, la Centaurea lunensis e la Centaurea apoplepa.


Tra gli animali spicca la presenza del gabbiano reale, del falco pellegrino, delle poiane, del cinghiale, del tasso, della volpe e della lucertola muraiola. In mare ricordiamo i saraghi, le acciughe, le gorgonie, le posidonie e alcune spugne.



La costa delle Cinque Terre è ripida e rocciosa, ricca di baie e insenature. Le spiagge sono dunque poche e limitate, e tutte diverse fra loro. A Fegina, la parte nuova di Monterosso, c’è la spiaggia più grande, giudicata dalla rivista americana “Forbes” tra le 25 più sexy del mondo. La sabbia è a tratti ghiaiosa e a tratti fine, intervallata da scogli suggestivi, come quello di Mapassu o il Quarto. Anche il borgo storico ha il suo arenile, corredato dal molo a ovest e dallo scoglio del Corone a est. Corniglia vanta invece la spiaggia più calda e quella più discreta. La prima è sotto la stazione ferroviaria ed è caratterizzata dalla presenza di un muraglione che riflette la luce e il calore. La seconda è quella del Guvano, meta prediletta dai nudisti. Vernazza, Riomaggiore e Manarola vantano invece piccoli ma suggestivi arenili.


Le Cinque Terre sono all’interno di un Parco Nazionale fin dal 1999. Un’istituzione, l’unica in Italia, finalizzata alla tutela di un paesaggio in cui l’uomo ha creato una vita stabile e di reciproca convivenza tra sé e la natura. Contestualmente al Parco è stata istituita l’Area Marina Naturale Protetta delle Cinque Terre, compresa tra Punta Mesco a ovest e Punta di Montenero a est, suddivisa in tre fasce diverse per grado di protezione (la A, la B e la C), fruibili solo a determinate condizioni. Lo scopo è quello di tutelare gli ambienti marini e la biodiversità, caratterizzata da specie animali e vegetali non comuni nel resto del Mediterraneo. Qui Gorgonie e Posidonie formano infatti vaste praterie sottomarine, rifugi naturali per molte specie marine.



La cucina delle Cinque Terre è una cucina povera, erede di una tradizione millenaria legata alla storia del territorio. I piatti di oggi conservano infatti le caratteristiche di quelli di un tempo, come il rispetto dei profumi e dei sapori. Il pesce, come è ovvio, la fa’ da padrone: acciughe, orate, branzini, totani, seppie, polpi e calamari sono tra i principali ingredienti di molti piatti. Portate impreziosite dalle essenze aromatiche che crescono in tutta l’area, come origano, timo e maggiorana, condite dal locale olio di oliva e innaffiate con i superbi vini bianchi della zona. E, a proposito di verdure, coltivate ovunque negli orti, largo spazio alle torte e ai minestroni vegetali, preparati con borragine, bietole, cavoli, carciofi, patate e porri. Pochi, infine, i piatti di carne, quasi del tutto limitati a pollame e conigli di allevamento.


 

100 lire nel Jukebox – Eminem – Houdini




Nuovo singolo e videoclip: un primo assaggio del suo prossimo, dodicesimo album “The Death of Slim Shady (Coup De Grâce)”, in uscita quest’estate, coprodotto da Luis Resto.


 

Eminem ha pubblicato il nuovo singolo (e videoclip) ‘Houdini’, primo estratto dal suo 12mo album in studio, ‘The Death of Slim Shady (Coup de Grâce)’, in uscita quest’anno. Il brano prende il nome da Harry Houdini, un famoso mago originario di Detroit (proprio come Eminem) noto per le sue abilità nel creare illusioni e nel compiere evoluzioni apparentemente impossibili. La canzone inizia con un classico cliché di Eminem: il suo manager Paul Rosenberg, parlando del nuovo lavoro discografico, dice: “Ehi Em. Stavo ascoltando l’album… Buona fortuna, sei da solo”.



Con il ritorno del collaboratore di lunga data Jeff Bass dei Bass Brothers, Eminem rivisita il suo suono iconico dei primi anni 2000 (si cita il leggendario slogan ‘Guess Who’s Back?’) ed il videoclip diretto da Rich Lee è un omaggio al successo del 2002 ‘Without Me’: “Indovina chi è tornato, tornato di nuovo / Shady è tornato, dillo a un amico”. Un portale conduce nel mondo di oggi l’artista di ieri. La clip, che sembra un fumetto, contiene camei di 50 Cent, Dr. Dre, Snoop Dogg, Pete Davidson, Mr. Porter, Royce Da 5’9, The Alchemist, il comico Shane Gillis. Sempre nella clip, Eminem si cimenta nella breakdance e si tinge i capelli di biondo, proprio come agli esordi. Il singolo “Houdini” contiene una divertente interpolazione della celebre hit della Steve Miller Band “Abracadabra” del 1982, e fa riferimento all’incidente con sparatoria di Megan Thee Stallion in uno dei versi. 


Eminem

Il testo è graffiante. Il singolo è stato anticipato dal rapper sui suoi social pubblicando un video che lo riprende in una videochiamata con il mago David Blaine.  Eminem gli chiede fino a che punto possano spingersi con la magia, esprimendo il desiderio di fare qualcosa di speciale, annunciando così l’uscita del singolo: “Il mio ultimo trucco, far sparire la mia carriera”.


Finora erano state poche le anticipazioni su “The Death of Slim Shady”. A marzo Dr. Dre era andato al “Jimmy Kimmel Live!” rivelando che l’artista stava lavorando a un nuovo progetto e che il giorno dopo lo avrebbe ascoltato. Durante il Draft NFL di aprile, Eminem aveva annunciato l’album suggerendo che il progetto avrebbe segnato la scomparsa del suo alter ego.