ultimo aggiornamento 10 settembre 2023
I Viaggi del Cuore di Patrizia e Gabriele Maccarinelli Weekend


Amsterdam, detta anche la Venezia del Nord, è una delle più belle città europee e possiede un considerevole patrimonio artistico, culturale e naturalistico. Il suo fascino raddoppia in primavera quando i suoi famosi tulipani sono in fiore dando vita ad un incredibile spettacolo. Arriviamo ad Amsterdam in una tersa giornata d’aprile e la prima cosa che ci colpisce è l’incredibile quantità di biciclette che circolano in città. Dobbiamo subito prestare molta attenzione perchè i ciclisti sfrecciano a velocità molto elevata, sulle ciclopiste hanno la precedenza e non si curano molto dei pedoni… Per gli olandesi la bici non è un mezzo di trasporto ma è uno stile di vita e infatti è stato calcolato che su un totale di 750mila abitanti ci sono circa 600mila biciclette: una bella cifra!. La parte più caratteristica di Amsterdam sono sicuramente i canali, ben 165 per una lunghezza di 100km, che dal 2010 sono Patrimonio UNESCO. I canali che hanno reso questa città famosa in tutto il mondo, regolano il flusso dell’acqua evitando che la stessa venga sommersa dal mare.


Ormeggiati lungo le sponde si trovano battelli trasformati in abitazioni private e locali alla moda. Noi ci godiamo una splendida crociera dove osserviamo la città da un’altra interessante prospettiva. Il cuore pulsante di Amsterdan è però la Piazza Dam sempre affollata di turisti, abitanti e…naturalmente biciclette dove ci sono alcuni dei più importanti monumenti della città ed è un vero divertimento osservare questo incredibile via vai. Nella piazza si trova il maestoso Palazzo Reale che è uno dei tre palazzi ancora oggi utilizzati dalla famiglia reale. Nato circa 350 anni come Municipio è un esempio di architettura barocca olandese ed è utilizzato dai monarchi solo per le cerimonie di Stato: la residenza ufficiale si trova infatti a l’Aia. Il mercato dei fiori di Amsterdam , il Bloemenmarkt è un altro luogo imperdibile per ogni turista che viene ad Amsterdam. È il più antico della città ed è costruito su una serie di chiatte galleggiani.

Esiste dal 1862 ed è il centro dell’attività commerciale che ha reso Amsterdam famosa in tutto il mondo per i tulipani ed altri bulbi da fiore. Girare tra le bancarelle è un piacere e non possiamo evitare di fare acquisti. Con emozione visitiamo il Museo Van Gogh che
ospita la più grande collezione al mondo di quadri, disegni e bozzetti dell’artista. Sono più di 200 e sono distribuiti su tre piani in ordine cronologico . Nessun altro luogo al mondo riunisce sotto un unico tetto così tanti dipinti dell’artista. Contempliamo con stupore questi capolavori tra cui “I Girasoli”, forse il quadro più famoso di tutti, ”Il Ramo di Mandorlo in fiore”, “Gli Iris”, “I Mangiatori di Patate” , gli autoritratti….e ci sentiamo dei privilegiati. Amsterdan è una città dove tutto è considerato “normale”. Fumare nei famosi “coffee-shop” (locali autorizzati dallo Stato dove i clienti possono acquistare e consumare liberamente prodotti alla cannabis) o fare un giro nel quartiere a luci rosse per guardare le famose “vetrine”, qui non ha niente di peccaminoso anzi, fa parte del folclore locale e dei normali circuiti turistici.


Poco lontano dalla città si trova il Parco Keukenhof, il parco di fiori più grande e famoso del mondo, meta imperdibile in primavera. Nell’enorme parco fioriscono più di 7 milioni di fiori da bulbo tra cui 800 varietà di tulipani, narcisi, giacinti, rose ed altro. È una meraviglia e noi trascorriamo questa splendida giornata di sole passeggiando tra profumati giardini, aiuole variopinte, canali, fontane e sculture. Nel parco sono pure presenti numerosi padiglioni e serre con tutte le varietà di orchidee esistenti al mondo, un lago ed ed un autentico mulino a vento.




Con un autobus turistico andiamo alla scoperta dei tipici paesaggi olandesi da cartolina. Ci fermiamo dapprima a Zaanse Schans, che si trova a 20 km a nord est di Amsterdam. La città è un museo a cielo aperto con casette di legno, botteghe e mulini che un tempo erano più di 700.
Molti di questi sono ancora in attività, ben conservati e si possono visitare all’interno. A Zaanse Schans la forza del vento veniva sfruttata per i frantoi, le segherie e per macinare i minerali utilizzati come coloranti per le vernici. Il nostro viaggio prosegue fino a Volendam, un delizioso villaggio di pescatori che sorge sulle sponde del Lago Usselmeer con un incantevole porto. Affamati ci gustiamo un bel piatto di fritto misto, talmente buono da chiedere il bis!. Gli abitanti del luogo sono vestiti con i costumi tradizionali e parlano un proprio dialetto. Visitiamo la Wooden Shoe Factory al porto dove producono i famosi zoccoli di legno, chiamati klompene e, sempre al porto, la Cheese Factory Volendam dove producono il loro tipico formaggio rotondo a crosta rossa.
Il nostro lungo weekend volge al termine. I colorati tulipani olandesi che crescerano nel nostro giardino ci ricorderanno per sempre questo meraviglioso e coloratissimo paese.






do della fotografia alla fine degli anni ‘60, quando inizo’ ad introdurre nella fotografia di moda elementi di sado-masochismo, voyeurismo e omessessualita’. Le donne sono riprese in pose provocanti: si aggirano cariche di tensione erotica attraverso la camera di un albergo; si adagiano su un divano colme di soddisfazione post coitale. La sua carriera e’ stata accompagnata dal gusto per la provocazione. Nel 1974, usci’ il suo primo libro White Women. che ottenne ottenne l’effetto desiderato: una bomba . A partire dal titolo, accusato di razzismo. «Ma quale razzismo» replicò, «è un bellissimo titolo, tantopiù che non c’è neanche una donna nera in tutto il volume…»
Il noto fotografo tedesco Helmut Newton nasce a Berlino il 31 ottobre del 1920 da una ricca famiglia di origine ebrea: il suo vero cognome è Neustädter. Fin da piccolo ha una salute molto cagionevole ed è soggetto a frequenti svenimenti. A soli otto anni il fratello maggiore lo porta in un quartiere a luci rosse pieno di prostitute, dove vive e lavora la famosa Red Erna con gli stivali alti fino al ginocchio e la frusta. Sarà la sua prima esperienza visiva che aprirà la strada alla passione per le immagini e la fotografia. Sin dalla più tenera età vive una doppia vita diviso tra questi posti che, sia pur degradati, lo affascinano e i grandi alberghi termali in cui va in vacanza con i genitori. A dodici anni, con i soldi che lui stesso ha risparmiato, compra la prima macchina fotografica. Frequenta la scuola americana, dalla quale viene espulso quando la sua passione per la fotografia finisce per incidere negativamente con gli studi.
Helmut modifica il suo cognome originale, Neustadter, in Newton che è la traduzione letterale dal tedesco all’inglese, e apre a Melbourne un piccolo negozio di fotografia. Si trasferisce a Parigi nel 1961 e comincia quasi subito a lavorare per French Vogue. Inizia così la sua lunga carriera in ambito fotografico. Helmut Newton manifesta sin da subito il suo interesse per il corpo e in particolare per quello femminile, scattando foto anche dal forte contenuto erotico, ma sempre con un intento ludico ed ironico. Collabora con importanti riviste come: “Vogue”, “Marie Claire”, “Elle” “Playboy”, “Vanity Fair” e “GQ”. Esibisce i scuoi scatti in mostre in giro per il mondo a New York, Parigi, Londra, Houston, Mosca, Tokio, Praga e Venezia. Nel 1976 pubblica il suo primo volume di fotografie “White women”, e nel 1996 il ministro della cultura francese gli concede il titolo di Gran Commendatore delle arti e delle lettere.

ro a Milano in uno dei suoi rinomati negozi. 

Capitale della Repubblica Federale Austriaca, Vienna è la città più grande, il centro dell’economia, della cultura e della politica del Paese. Corrisponde anche a una delle nove regioni austriache, la più piccola per estensione, ma quella che ha il maggior numero di abitanti. Da anni occupa le prime posizioni nelle statistiche delle città più vivibili al mondo. Merito di un’amministrazione attenta alle infrastrutture e al sociale, interessata al benessere culturale dei suoi abitanti: Vienna è una città che investe in creatività e sostenibilità.
