I Grandi della Fotografia – Giovanni Gastel


 

I Grandi della Fotografia – Giovanni Gastel


Chi l’ha conosciuto, lo porta nel cuore. Era impossibile non amare Giovanni Gastel, per la sua bravura come fotografo senz’altro, ma anche per le sue gentilezze, il suo calore, la sua galanteria d’altri tempi. Mancato il 13 marzo 2021 in seguito a complicazioni dovute al Covid ha lasciato nella sua Milano un grande vuoto e ora Triennale Milano gli rende omaggio, con non una, bensì due mostre, allestite, non a caso, fino al 13 marzo 2022, giorno del primo anniversario senza di lui: The people I like, in collaborazione con il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, e I gioielli della fantasia, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea.

«Giovanni Gastel è stato un sofisticato ritrattista del mondo», racconta Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano: «Non solo visi, ma corpi, mode, gioielli, tessuti, ambienti. Con un sorriso, faceva sembrare facile il gesto infallibile e preciso di un grande fotografo. Il suo lavoro si è intrecciato più e più volte con i percorsi di Triennale, cui aveva regalato idee, progetti e ispirazioni. Con queste due mostre la nostra istituzione rende il primo doveroso omaggio a questo genio generoso e scanzonato che Milano e l’arte hanno perso, troppo presto».

 

 

La sua carriera decolla tra gli anni ’80 e i ’90 ed esplode parallelamente al boom del “Made in Italy”. In quegli anni, Gastel sviluppa campagne pubblicitarie per le più prestigiose case di moda italiane come Versace, Missoni, Tod’s, Trussardi, Krizia, Ferragamo e molte altre. Vola a Parigi dove negli anni ’90 lavora per Dior, Nina Ricci, Guerlain. Sebbene la sua carriera inizia nel mondo della moda, Gastel, fotografo e poeta, sente un particolare richiamo per progetti prettamente artistici. Nel 1997, la Triennale di Milano gli dedica una personale curata dal grande critico d’arte, Germano Celant. La mostra lancia Gastel ai vertici dell’élite fotografica mondiale e il suo nome compare su riviste specializzate insieme a quelli di altri grandi della fotografia Italiana come Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna e di maestri internazionali come Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Jürgen Teller. Alla fine degli anni 2000 Giovanni Gastel esplora l’arte del ritratto, tra i volti quello di Barack Obama, Ettore Sottsass, Roberto Bolle e Marco Pannella. Una selezione di 200 ritratti è andata in mostra al Museo Maxxi di Roma nel 2020, protagonisti personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo e della politica che lo stesso Gastel ha incontrato durante i suoi 40 anni di carriera.

The people I like, a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati, presenta oltre 200 ritratti che sono la testimonianza dell’immensa varietà d’incontri che ha caratterizzato la lunga carriera di Gastel. Un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della politica. Un ritratto collettivo di anime, incontrate nel corso di una carriera quarantennale. Tra i personaggi ritratti: Barack Obama, Marco Pannella, Forattini, Ettore Sottsass, Germano Celant, Mimmo Jodice, Fiorello, Zucchero, Tiziano Ferro, Vasco Rossi, Roberto Bolle, Bebe Vio, Bianca Balti, Luciana Littizzetto, Franca Sozzani, Miriam Leone, Monica Bellucci, Mara Venier, Carolina Crescentini.

Il titolo della mostra è una dichiarazione d’intenti: il fotografo si svela nella sua più intima autenticità e consacra il «ritratto» opera artistica per eccellenza. Presentando oltre 200 ritratti, la mostra documenta una parte importante del suo lavoro. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, chef fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso né un’appartenenza a un determinato settore o categoria.
I ritratti non sono percepiti come semplici rappresentazioni della fisionomia umana, ma lasciano trasparire un significato interiore più vero: lo scopo è quello di indagare ciò che va aldilà dell’esteriorità, cogliendo la complessità del soggetto. Al centro sempre l’anima che traspare dalla posa, dall’espressione del volto e dalla sua teatralità. I ritratti assumono un ruolo centrale che non si ferma all’analisi fisica, ma scava nella sfera psicologica del personaggio. Tutti i ritratti sono in grande formato, la maggior parte in bianco e nero, mentre nella parte finale del percorso espositivo trovano spazio 80 immagini della serie dei colli neri, dei ritratti ai margini della spiritualità dell’anima. In parallelo, la piccola mostra I gioielli della fantasia, realizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea, presenta come un prezioso castone, per usare un termine desunto dall’oreficeria, uno dei primi lavori che ha dato a Giovanni Gastel la notorietà internazionale. Sono esposte 20 immagini di un più ampio progetto commissionato all’autore da Daniel Swarowsky Corporation nel 1991 per l’omonimo libro, tradotto in quattro lingue, e la mostra di gioielli del XX secolo, entrambi curati da Deanna Farneti Cera. Dopo la prima presentazione al Museo Teatrale alla Scala, la mostra ha circolato per sei anni in alcuni dei più importanti musei europei di arte applicata (Museum Bellerive di Zurigo, Victoria and Albert Museum di Londra, Museum für Angewandte Kunst di Colonia, Kunstgewerbemuseum di Berlino) per raggiungere poi anche gli Stati Uniti.

Giovanni Gastel dà così vita a una reinterpretazione fantastica e immaginaria dei gioielli da cui emerge tutta la sua straordinaria vena creativa. Ritroviamo qui l’eleganza stilistica e i temi centrali della sua ricerca artistica, il dialogo sincretico tra il mondo degli oggetti e quello della figura umana, l’ironia, il corpo e la maschera, il travestimento e la metamorfosi: un filo rosso che accompagnerà per tutta la vita il suo itinerario creativo. Le fotografie in mostra sono state donate da Lanfranco Colombo a Regione Lombardia e sono conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea.

 

 

 

 

Aveva 65 anni, Giovanni Gastel si è spento a Milano nel pomeriggio del 13 marzo, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute dopo aver contratto il covid. Era il nipote di Luchino Visconti e un grande autore di immagini che hanno segnato il mondo della moda. Il suo occhio attento alla realtà aveva un senso estetico spiccato che trasformava ogni soggetto che ritraeva.