Spirito Libero – India – Yoga – Religione e Filosofia




“La pratica è lo sforzo per assicurarsi la stabilità. Questa pratica diventa salda quando è continuata con devozione reverente e senza interruzione per un lungo periodo di tempo”. (Yogasutra)




Tradizione antica incentrata sulla prassi ascetica e meditativa in quanto mezzi con i quali l’uomo può raggiungere la liberazione. La formulazione classica è riportata negli Yogasutra di Patanjali e in commentari successivi. Lo Yoga è uno dei sei sistemi filosofici ortodossi (darshana), con il Sankhya condivide gran parte l’impianto teoretico, basato sul dualismo radicale fra il Purusha (lo spirito, non agente, immobile e impassibile) e la Prakrti ( la materia/natura, potenzialità di tutto l’esistente ma priva di coscienza). Come nel Sankhya, l’unica via di liberazione è individuata nella conoscenza (ma aiutata dalla prassi); si distingue dall’ateismo del primo in quanto postula l’esistenza di un Essere Omnipotente (Ishvara) che partecipa al dispiegarsi della natura.





Le tecniche yogiche si articolano in otto gruppi: yama (proibizioni), niyama (discipline), asana (posizioni), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (percezione senza partecipazione), dharana (concentrazione), dhyana (attenzione continua) e samadhi (raccoglimento assoluto). Il loro scopo è di condurre il praticante attraverso altrettanti stadi che mirano a liberare dai “vortici della mente” (cittavrtta), ovvero gli stati psichici e sensoriali che precludono all’uomo la coscienza salvifica.
Le tecniche di meditazione dello yoga sono state adottate trasversalmente da differenti sistemi di pensiero del Subcontinente, e ciò testimonia la vitalità di questa tradizione nei secoli.


Miniatura con uno yogi in una posizione per il pranayama, XIX secolo, Londra, British Library.

 
 
 
 
 
 
Le tecniche yogiche furono adottate da moltre altre tradizioni del Subcontinente, in special modo da sette e insegnamenti di carattere esoterico. Nonostante le informazioni in proposito siano scarse e non univoche, è probabile che i fondamenti di discipline del corpo e della mente attuate mediante esercizi fisici e spirituali siano da ricercarsi nell’antichità remota dell’India, forse anche pre-vedica. Il costante sviluppo e perfezionamento di queste tecniche, originariamente eterogenee, avrebbero poi portato lentamente alla costituzione di una disciplina unitaria, cui venne data una base filosofica con la dottrina del dualismo radicale di Sankhya.

 
Scultura di yogini

 
 
La yogini è la praticante dello yoga di sesso femminile; e soprattutto nei riti tantrici che essa riveste grande importanza, data dal valore simbolico della donna e, in generale, dal principio femminile in queste tradizioni. La yogini può essere quindi il partner sessuale femminile di un rito tantrico, depositaria della duplice potenza creatrice e distruttrice simbolicamente connaturata al suo sesso. Il termine indica anche attendente o una emanazione di Durga, che assiste la dea nella battaglia contro i demoni. Alle yogini sono dedicati alcuni santuari particolari, costituiti da 64 nicchie disposte a cerchio o a quadrato.