

E’ molto probabile che in tutti i sitimaya, i muri interni degli edifici più prestigiosi fossero ricoperti di pitture che completavano la decorazione in pietra o in stucco all’esterno. A causa del clima tropicale umido, pochissimi di questi affreschi sono giunti fino a noi. Bonampak che ha conservato l’insieme più completo di tutta la pittura monumentale maya, è un sito scoperto nel 1946. Si trova alcuni chilometri a sud dell’Usumacinta e di Yaxchilàn, ai margini della Selva Lacandona nella valle del fiume Lacanjà. Il centro comprende un’acropoli, ossia una collina terrazzata si cui si innalzano numerosi tempietti, che domina una piazza rettangolare con edifici su tre lati. La scultura in pietra delle stele e degli architravi è pregevole. L’edificio con gli affreschi (struttura 1) e le tre stele sono nel regno di Chaan Muan, asceso al trono del 776 e ancora al potere nel 790. I resti portati alla luce fanno pensare che si trattasse non solo di un complesso cerimoniale, ma di un centro residenziale destinato all’aristocrazia o ai sacerdoti maya. La struttura 1, sulla prima terrazza dell’acropoli, comprende tre stanze non comunicanti, in cui pareti e soffitti a volta hanno conservato gli affreschi originali.Gli architravi delle tre porte raffigurano scene di cattura, i cui un re afferra per i capelli il nemico caduto a terra. Gli affreschi delle tre stanze illustrano tre momenti della medesima storia: prima, durante e dopo la battaglia.

Bonampak occupa un posto eccezionale del panorama dell’arte maya, sia per il suo lavoro documentaristico, sia per la bellezza di suoi dipinti murali. Quel prigioniero moribondo è un autentico pezzo di bravura, per non parlare degli innumerevoli piccoli trucchi ai quali il maestro di Bonampak ha fatto ricorso per dare alle sue scene un soffio di vita che supera di gran lunga l’aspetto così spesso rigido e convenzionale dell’arte monumentale maya”. Paul Gendrop, I Maya.
“Gli affreschi di Bonampak ci inducono a rivedere le nozioni generalmente accettate riguardo il carattere quasi costantemente pacifico della civiltà maya del primo millennio”.






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Il brano GoldenEye è diventato uno dei singoli di maggior successo di Tina Turner, raggiungendo la posizione numero 10 della classifica inglese ed entrando in top 5 di quasi tutte le classifiche d’europa. Il celebre DJ, David Morales, ha realizzato un remix della canzone, ulteriormente remixata da Dave Hall che l’ha proposta con un suono più urban. Entrambi i remix sono stati inclusi nel CD singolo pubblicato in europa. GoldenEye è stata inserita anche nell’album di Tina Turner Wildest Dreams.
007 – Goldeneye è un film d’azione del 1995 diretto da Martin Campbell, con Pierce Brosnan e Sean Bean. Siamo nel 1986, l’agente segreto 007 James Bond (Pierce Brosnan) e il suo collega 006 Alec Trevelyan (Sean Bean) sono in missione in Unione Sovietica per distruggere un laboratorio di armi chimiche. Riescono a infiltrarsi nello stabilimento, ma vengono sorpresi dal colonnello Ourumov (Gottfried John) che uccide 006, mentre Bond fugge dopo aver completato l’operazione, facendo esplodere la centrale. Nove anni dopo Bond incontra nuovamente Ourumov nel Principato di Monaco, ma non riesce a impedire che il colonnello rubi il Tiger, un sofisticato elicottero da combattimento, con l’aiuto della pilota sovietica Xenia Onatopp (Famke Janssen). Giunti in Siberia, i due trafugano i codici di attivazione del satellite Goldeneye (in grado di bloccare tutti i sistemi informatici). Prontamente il governo inglese invia Bond a San Pietroburgo per rintracciare Natalya Simonova (Izabella Scorupco), l’unica programmatrice superstite della stazione attaccata da Ourumov e Xenia. Giutno in Russia, l’agente segreto si imbatte in Natalya, ma i due si trovano subito sotto attacco da parte dell’organizzazione criminale Janus, che Bond scopre essere guidata dal suo ex collega Trevelyan. L’agente 006 ha infatti inscenato la sua morte anni prima per agire indisturbato e vendicare la morte dei genitori, uccisi durante il regime stalinista.
Sebbene riescano a sfuggire all’attentato, 007 e la Simonova vengono trattenuti dalla polizia russa e in questo frangente Ourumov li sorprende, riuscendo a rapire Natalya. Bond si lancia così in un inseguimento mozzafiato per salvare la donna, tenuta in ostaggio dai componenti di Janus, diretti in un’altra stazione informatica sita a Cuba e decisi a usare le conoscenze della programmatrice per decifrare i codici del Goldeneye e conquistare la Russia.
La canzone è anche tra le più ascoltate su Spotify. Si tratta della sesta partecipazione per la cantante, con un brano scritto insieme a Davide Simonetta, Paolo Antonacci e Stefano Tognini, in arte Zef. Annalisa ha esordito come concorrente Big al Festival di Sanremo 2013 con Scintille, nono posto finale, mentre due anni più tardi, arriva quarta con Una finestra tra le stelle. L’anno successivo con Il diluvio universale esce dalla top 10, mentre nel 2018 arriva il suo miglior posizionamento (fino ad ora) con Il mondo prima di te, al terzo posto finale. L’ultima volta, tre anni fa, al Festival di Sanremo 2021, quando con Dieci arriva alla settima posizione. L’orchestra durante la sua esibizione sarà diretta dal maestro Diego Calvetti.

