
I Maneskin sono tornati e questa volta con una di quelle ballad spezza cuore che ci piacciono tanto. Il nuovo singolo della band romana si chiama Valentine ed è stato pubblicato il 10 novembre insieme alla riedizione del loro ultimo album, Rush! (Are You Coming?). Le novità del disco comprendono, oltre a Valentine – dal testo e significato struggente – altre 4 tracce, dai ritmi più sostenuti: Honey (Are You Coming?), Off My Face, The Driver, Trastevere. Ennesima novità, annunciata nei giorni scorsi sulla pagina Instagram dei Maneskin e finalmente disponibile, è il video di Valentine, dove la band suona in uno spazio raccolto, dando sfogo all’interpretazione intensa del brano grazie alla colorazione in bianco e nero.
Il significato del singolo Valentine è ben catturato nella clip, che racconta per immagini la sofferenza del testo. Dopo Coralinee Marlena, ballade struggenti e dedicate a una musa sfortunata in cui, alcuni, hanno visto un omaggio all’ex fidanzata di Damiano David, Valentine arriva oggi a completare questa trilogia malinconica. Come da tradizione, la chitarra di Thomas Raggi si accorda alla voce graffiata del frontman, raccontando una fiaba dalle tinte scure.
Nel testo, cantato in inglese, Damiano David si riferisce direttamente alla Valentine della canzone, parlandole a cuore aperto dei propri sentimenti feriti, sottolineando la mancanza di comunicazione tra loro e una storia che, seppur finita, ha lasciato nei due protagonisti uno strascico di passione, il bisogno di toccarsi ancora una volta, la sensazione di familiarità e la paura di lasciarsi andare davvero, mettendo un punto fermo a tutto il loro trascorso. Nel ritornello, Damiano David ripete “Valentine, il mio declino è molto migliore insieme a te” come a cercare la sua compagnia nella sofferenza che è stata causata proprio dalla fine del loro rapporto.
L’invocazione finale “Tutto questo amore” ripetuta più volte, sembra infine una domanda volta a se stesso, dove il cantante si chiede cosa ne sarà del proprio amore e dei propri sentimenti per Valentine, se si esauriranno mai, lasciandolo libero di andare avanti. La conclusione triste, ma comunque volta al futuro, è la perfetta sintesi di un momento difficile che i fan della band hanno apprezzato all’unanimità. Nei commenti social che si leggono sul profilo Instagram dei Maneskin si legge “Questa canzone sembra scritta per me”, “L’assolo di Thomas è meraviglioso”, “Questa è già la mia canzone preferita”. E noi ci sentiamo di confermare: i Maneskin ci hanno regalato l’ennesima perfetta break up song.
Testo di Valentine dei Maneskin
Wasted in love, misunderstood
Baby, it’s harder to breath when you’re gone
So I hold in my hands pictures of you
And dream of the day you were eating for two
All this love, I’m so chocked up
I can feel you in my blood all this lust
For just one touch
I’m so scared to give you up
Valentine, my decline
Is so much better with you
Valentine, my decline
I’m always running to you
Valentine
Valentine
Crazy in love, daisy in bloom
Black hearts for pupils I’m pacing the room
And I cover myself in tattoos of us
And dream of the day we еmbrace and combust
All this love, I’m so chocked up
I can feel you in my blood all this lust
For just onе touch
I’m so scared to give you up
Valentine, my decline
Is so much better with you
Valentine, my decline
I’m always running to you
Valentine
Valentine
All this love
All this love
All this love
All this love
All this love
All this love
Testo tradotto di Valentine dei Maneskin
Sprecato in amore, incompreso
Baby, è più difficile respirare quando non ci sei più
Così tengo tra le mani le tue foto
E sogno il giorno in cui hai mangiato per due.
Tutto questo amore, sono così scioccata
Riesco a sentirti nel mio sangue, tutta questa lussuria
Per un solo tocco
Ho così paura di rinunciare a te
Valentine, il mio declino
È molto migliore insieme a te
Valentino, il mio declino
Corro sempre da te
Valentine
Valentine
Pazzo d’amore, margherita in fiore
Cuori neri nelle pupille, cammino per la stanza
E mi ricopro di tatuaggi di noi due
E sogno il giorno in cui ci abbracceremo e bruceremo
Tutto questo amore, sono così scioccata
Riesco a sentirti nel mio sangue, tutta questa lussuria
Per un solo tocco
Ho così paura di rinunciare a te
Valentine, il mio declino
È molto migliore insieme a te
Valentine, il mio declino
Corro sempre da te
Valentine
Valentine
Tutto questo amore
Tutto questo amore
Tutto questo amore
Tutto questo amore
Tutto questo amore
Tutto questo amore










Dua Lipa a ottobre aveva dato un taglio netto al passato. Infatti, aveva deciso di cancellare dal suo profilo Instagram più di 1500 post, per sostituirli con un unico foto che documentasse il suo cambio look – rosso fiammante – e un piccolo video con le note di un nuovo brano. Come didascalia alla prima foto pubblicata di questo nuovo corso, solo un laconico “Miss me?” che aveva lasciato intendere le new rules di questo atteso ritorno.
La chiave per risolvere il mistero (chiave tra l’altro utilizzato anche in alcuni scatti pubblicati nei suoi post) la si può rintracciare negli accenni musicali postati. Canta infatti Tell me all the ways you’ll need me e riporta un codice numerico 4 8 9 9 14 15 21 da cui – associando ogni numero a una lettera dell’alfabeto – emerge proprio la parola Houdini. La cantante kosovara nata sotto il segno del leone ha voluto rendere un corposo omaggio al prestigiatore. Ha infatti pubblicato il video nell’anniversario della sua morte e la foto dove la si vede con una chiave in bocca, ricorda uno dei suoi trucchi più celebri: pare infatti che l’illusionista si facesse passare con un bacio dalla moglie le chiavi delle manette.
Dua Lipa non ha voluto solo rendere omaggio all’indimenticato Houdini e così ha deciso di fare una citazione anche di Kate Bush, proprio lei che nel 1982 appariva sulla copertina dell’album The dreaming con una chiave sulla lingua, mentre stava per baciare un mago illusionista in catene. In quell’album c’era proprio una traccia dal titolo Houdini che, pare, Dua Lipa, abbia voluto al contempo omaggiare. Insomma, è tutta una caccia agli indizi di cosa sarà questo nuovo disco, Houdini che vedrà la luce nel 2024. E intanto su X/Twitter, ad esempio, fa capolino una collaborazione degna di nota: a produrre il nuovo singolo Houdini è stato Kevin Parker dei Tame Impala. Un brano dance-pop psichedelico, con quel groove che arriva dritto al cuore, per questo primo singolo del suo terzo atteso album che, come dice lei stessa «incarna quella sensazione delle 4 del mattino quando la notte sta per finire e sei un po’ sudato, ma non vuoi che la festa finisca». Un presagio di cosa aspettarsi dal nuovo album?
Tratto dall’album con tanto di lingua blu in copertina l’ultimo album dei Rolling Stones : “Blue & Lonesome”. Il blu è il colore della nobiltà, ma il disco colora di nero, nero pece, nero afroamericano. Contrattualmente avrebbero dovuto registrare un album di inediti, ma i Rolling Stones sono una multinazionale e beati loro, possono fare quello che vogliono. Ad esempio suonare blues nell’epoca dell’onnipotenza pop 2.0. “Blue & Lonesome” è un album di cover blues. Una sorta di “ritorno al futuro” per i Rolling. Si dice che nella terza età sia inevitabile tornare indietro nel tempo, rivivere lo spirito giovanile sepolto da anni, da miliardi, droghe, eccessi, figli, matrimoni seriali e quant’altro. Del resto i Rolling sono un brand, una scuola, un suono. Mai in quest’epoca, avrebbero potuto incidere un album contemporaneo, fatto con loop e suoni scaricati dal web e con tanto di citazioni hip hop. Il loro viaggio a ritroso nel tempo, comprende anche il sistema di registrazione del disco: tutti disposti a cerchio davanti ai microfoni e in presa diretta. Tre ore di registrazione live e tre giorni per mixarlo. Comprende anche la guest star: il vecchio Eric Clapton che suona in due brani. Più ritorno al futuro di così si muore.
Nella varie track ballano in paradiso, pardòn all’inferno nell’ode della musica del diavolo, i fantasmi di Willie Dixon, Jimmy Reed, Eddie Taylor, Walter Jacobs, Little Walter e il cattivissimo Howlin’ Wolf immortalato a perfezione dall’attore Eamonn Walker nel bellissimo film “Cadillac Records” di Darmell Martin. “Blue & Lonesome” è tradizione, blues classico da antologia ma proprio per questo appare oggi un disco rivoluzionario, epico, coraggioso, in barba al dominio del pop digitale. Probabilmente non venderà come gli altri album, ma poco importa. I Rolling hanno forse il problema di spendere, non tanto di guadagnare. Ma intanto, a pochi giorni dell’uscita dell’album, sono già al 1mo posto in 40 Paesi. Mick Jagger la fa da padrone, canta e suona l’armonica con il fiato e la passione del suo esordio, come se i suoi otto figli li avesse concepiti qualcun altro. Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts sempre più simili a vecchi saggi Apache, lo sostengono con il loro motore, senza eccedere in virtuosismi. Persino Eric Clapton, guest star eccellente in “Everyboody knows about mi good thing” e “I can’t quit you baby” suona in sottofondo, senza mai sovrapporsi agli altri. Ciò che sorprende nei Rolling Stones è il rigore in cui scelgono di mettersi al servizio del Blues, omaggiandolo e rispettandolo. Non pretendono di stravolgerlo né di interpretarlo “facendolo proprio”, come da frase classica da tutor degli odierni talent show.
ogni congresso scientifico. La sua vitalità è un tale mistero che nemmeno “Quark” su Rai Uno potrebbe spiegare. I tempi della cocaina e delle sniffate di ossigeno puro prima di salire sul palco sono finiti. Jagger è andato oltre. Si è infilato in un buco nero e viaggia nell’universo parallelo a velocità di anni luce. Tornando al disco, la cosa più brutta è la copertina. Ha il merito di farsi notare in vetrina, ma in quanto a fantasia lascia davvero a desiderare. E’ l’elemento meno vintage dell’album.


