I Viaggi del Cuore di Patrizia e Gabriele Maccarinelli – India – Agra




Lasciata New Delhi, dopo circa 4 ore di viaggio arriviamo ad Agra, città dove si trovano il Forte Rosso ed il Taj Mahal, famoso in tutto il mondo.


 


Il Forte Rosso

 

Il Forte, patrimonio UNESCO, è una grande fortezza in arenaria rossa costruita nel XVI secolo e rappresenta il primo grande progetto dell’imperatore Mughal Akbar. Un tempo era sia una  base militare che la residenza reale e fungeva da sede del governo quando la capitale Mughal era ancora ad Agra. Il Forte sorge sulla riva destra del fiume Yamuna ed è stato costruito nel 1565 dc sul sito di un precedente castello. Dentro le mura della magnifica cittadella si trovano diversi palazzi e splendidi  giardini e a ridosso della torre si trova il Shish Mahal, il “palazzo degli specchi,” decorato con mosaici e specchi. All’interno della sala delle udienze private finemente decorata, si trovava il famoso Trono del Pavone decorato con 180 rubini e 116 smeraldi incastonati in 1200 chili di oro, che ora si trova in Iran. Dal Forte si può ammirare in lontananza l’imponente Taj Mahal.




 

Taj Mahal

 


 

Lasciato il Forte Rosso, dopo un breve tragitto il Mausoleo ci appare in tutto il suo bianco splendore e la leggera nebbia che lo  circonda  aumenta la magia e l’emozione del momento tanto atteso. Il Taj Mahal è situato sulle sponde del fiume Yamuna e fu costruito dall’imperatore moghul Shah Jahan nel 1631 in memoria della sua seconda moglie.



 

 

Ci vollero ben 22 anni per completare la costruzione e 22.000 persone per  costruirlo. Ai lati della piattaforma di marmo bianco ci sono  quattro minareti e le decorazioni delle facciate sono molteplici: mosaici di pietre semipreziose, finestre di marmo traforato, intarsi in marmo nero che riproducono iscrizioni coraniche e arabeschi floreali. Il complesso, disegnato dall’architetto persiano Ustad Isa, si compone di cinque elementi principali: il portone, il giardino, la moschea, luogo di culto dei pellegrini, ”la casa degli ospiti” ed infine il mausoleo, ovvero la tomba dell’imperatore Shah Jahan e di sua moglie. All’interno del sito si trovano magnifici giardini e un lungo  canale d’acqua che riflette il Taj Mahal. L’edificio è stato dichiarato patrimonio UNESCO ed inserito nel 2007 fra le nuove sette meraviglie del mondo moderno.


 



 

Moto Art Factory – Rock Legend – Roger Water – Us & Them



 



156 spettacoli e 2,3 milioni di persone, e una delle scenografie più spettacolari messe in piedi dall’ex-Pink Floyd. Bastano questi dati per dare le dimensioni del tour “Us+Them”: iniziò nel maggio 2017 in America, per sbarcare in Europa e Italia nel 2018, prima in primavera nei palazzetti di Milano e Bologna, poi in estate a Lucca e Roma, nella sua configurazione all’aperto: le due versioni erano infatti leggermente diverse nella scenografia, con la prima – quella al chiuso – che prevedeva uno schermo sospeso per lungo sopra la platea, mentre la seconda un megaschermo dietro il palco. In entrambi i casi la narazione era la stessa, con lo schermo che nella seconda parte dello show diventa la Battersea Power Station ritratta sulla copertina di “Anmals”, in contemporanea all’esecuzione di “Dogs” e “Pigs (Three Different Ones)”, tratte dall’album.


 

Il film-concerto è stato presentato a Venezia nel 2019 ed è diretto da Sean Evans e Roger Watersgirato allo Ziggo Dome in Amsterdam, nel giugno 2018. Dopo un’anteprima in digitale, viene messo in vendita in questi giorni , in Blu-ray, dvd, assieme alla versione audio doppio cd e triplo vinile. 


L’album dal vivo


Lo show è pazzesco visivamente, e anche di questo ne abbiamo già parlato in abbondanza al tempo: è in linea con le mega produzioni di Waters, un continuo “effetto wow” di messe in scena delle canzoni. Quando ho visto lo show per la prima volta nell’aprile del 2018 a Milano però cosa mi colpì fu il suono della band. Lo dico con un po’ di distacco da ascoltatore che ama i Pink Floyd senza essere però un mega-fan della band. A spiccare era il chitarrista principale Dave Kilminster – collaboratore di Waters da tempo. Ma secondo me le armi segrete – per così dire – sono state Jonathan Wilson, già coinvolto in studio in “Is This the Life We Really Want?”, e le Lucius molto più che coriste. In particolare Wilson: è di estrazione differente – arriva dal suono americano, dalla psichedelia e dal cantautorato: come produttore e cantautore è considerato il responsabile del revival del Laurel Canyon negli ultimi anni – ma si è adattato alla perfezione, prendendosi in carico con personalità il ruolo di spalla sia strumentale (seconda chitarra) sia di voce (a lui sono affidate diverse canzoni, in vece di Gilmour).


 

 

 

 

Il miglior complimento che gli si può fare è che è che un grande album dal vivo anche senza l’apparato spettacolare. La prima parte è un mix tra classici e una sequenza centrale derivata dall’ultimo album, e la seconda parte è dedicata in parte ad “Animals”, in parte a “The dark side of the moon” .


 

I Viaggi del Cuore di Patrizia & Gabriele Maccarinelli – India – New Delhi




L’India non è mai stata nella nostra “lista dei desideri” ma quest’anno ci siamo lasciati tentare da un bel viaggio organizzato in Rajasthan, della durata di 14 giorni. Così ci siamo “buttati” in questa nuova avventura e  nonostante che in molti ci avessero detto che “per l’India bisogna essere pronti”, ”l’India o la ami o la odi” (ed altre frasi di questo tipo), ci siamo subito innamorati del Rajasthan.



Il Rajasthan è probabilmente lo Stato Federale più turistico ed è ideale come primo approccio a questo paese essendo “il meno povero”, se così si può definire, e quindi il meno traumatico dal punto di vista emozionale in quanto qui difficilmente si vedono persone che muoiono per strada, come può capitare a Calcutta o Varanasi. Abbiamo visto la miseria, sì, ma una miseria dignitosa: purtroppo qui o sei ricchissimo o sei poverissimo, non esiste via di mezzo. Eppure le persone accettano il loro destino ed il modo di vivere confortati dalla religione che promette la reincarnazione in uno stato sociale più alto. Forse anche per questo motivo riescono a  vivere serenamente.



Rajasthan significa Terra dei Rè, il paese dei mahrajà e dei loro palazzi da sogno, il paese delle favole delle Mille e una Notte. Noi abbiamo avuto la fortuna di visitarlo con un piccolo numero di persone e due guide fantastiche: Anna, che ci ha accompagnato da Milano ed Ek, soprannome della guida indiana che parlava molto bene l’italiano. Insieme a loro abbiamo visto  luoghi meravigliosi, visitato palazzi, mausolei, templi e mercati. Ci siamo immersi nel traffico caotico delle strade a bordo dei tuk-tuk, assordati dai clacson costantemente in funzione, siamo andati ad ammirare il tramonto nel deserto di Sam in groppa ad un cammello e siamo saliti al Forte Amber di Jaipur a dorso di elefante: insomma,non ci siamo fatti mancare niente!


Questo viaggio ci ha molto emozionato e sempre ci ricorderemo dei colori, dei profumi intensi  e dei sapori speziati di questo paese così ricco di contrasti. E che dire delle donne? Avvolte nei loro coloratissimi “sari “ e con il loro comportamento regale sembravano tutte delle principesse. Abbiamo vissuto una straordinaria esperienza ed ora ve la raccontiamo…


New Delhi


 

 

 

La nostra avventura in Rajasthan inizia da New Delhi, la capitale dell’India dal 1911 e  terza città   in ordine di grandezza che conta circa 30 milioni di abitanti.  Il cuore della città è Old Dehli con interessanti monumenti e moschee. Visitiamo con interesse l’imponente Jama Masjid, la Moschea del Venerdì, la più grande del paese, voluta dall’imperatore Mughal Shah Jahan e costruita nel 1656 da ben 5000 artigiani. Ha tre porte, quattro torri e due minareti ed è stata costruita alternando strisce verticali di arenaria rossa e marmo bianco. Il suo enorme cortile può contenere fino a 25.000 devoti. Una moschea veramente incredibile e molto affascinante.




 

 

 

 

 

Dopo la visita  alla moschea non può mancare un divertente giretto in risciò per le vie del quartiere di Chandni Chowk, una zona molto frequentata con mercati colmi di spezie, frutta e verdura, coloratissimi sari e pashmine. Interessante è vedere come gli ”autisti” sanno destreggiarsi nel traffico caotico tra pedoni, automobili, motorini e mucche sacre…


 

 

 

 

 

Uno dei luoghi più visitati di Dehli è sicuramente la tomba di Gandhi, personaggio politico, filosofo, avvocato e guida spirituale indiano che ha portato l’India nel 1947 ad ottenere l’indipendenza dall’Impero britannico. Si trova in un grande parco con alberi,  aiuole  fiorite che regalano un senso di pace al visitatore. La tomba, dove sono state collocate le sue ceneri il 31 gennaio del 1948, è molto semplice e alle sue spalle brucia una fiamma eterna.



Un altro monumento interessante che si trova nella Old Dehli è l’imponente  Mausoleo di Humayun. Fu voluto dalla moglie del defunto marito, l’imperatore Humayun Mughal e la sua  costruzione durò sette anni e terminò nel 1572. Il mausoleo è praticamente un lussuoso palazzo ed è il primo esempio di architettura Mughal. Costruito in arenaria rossa, è circondato da un grande e stupendo giardino con alberi, fiori e fontane. Dal XVII al XIX secolo, il giardino fu riempito con le tombe dei discendenti di Humayun tanto che il sito si chiama anche ”Necropoli della dinastia Moghul”. Dehli ospita anche il complesso di Qutb che  contiene numerosi monumenti ed edifici antichi del Sultanato. Noi l’abbiamo visitato al tramonto ed il sole calante rendeva l’atmosfera magica. Nel sito spicca il  Qutb Minar, il minareto in mattoni  più alto del mondo. La sua torre è alta 73 metri ed è formata da cinque piani sovrapposti mentre al suo interno si trova una scala a chocciola di ben 379 gradini.










Intorno al minareto si trovano numerosi monumenti tra cui la moschea Quwwat-ul-Islam. Degno di nota è sicuramente il tempio Sikh in marmo bianco sulla cui sommità si erge una cupola dorata. È situato vicino a Juma Masjid, la moschea della città. Il tempio è un importante luogo di pelleggrinaggio ed è frequentato anche da persone di altre religioni. Quella Sikh è una delle religioni monoteistiche del mondo e in India rappresenta poco meno del due per cento della popolazione visto che la maggioranza è indù (anche se i musulmani sono in crescita). Nonostante la grande affluenza, nel luogo si respira una grande pace. Un grande bacino accoglie i pellegrini che si immergono nelle acque sacre per purificarsi. All’interno del tempio si trova anche  una mensa per i poveri, e grazie alla  nostra guida abbiamo potuto visitare anche  la grande cucina perfettamente attrezzata ed organizzata che ogni giorno prepara pasti per ben 15.000 persone





Dehli è veramente una città interessante, ricca di luoghi affascinanti  e merita sicuramente una visita.